Il Carroccio perde il «tesoriere» che fu uno dei padri fondatori

(...) La Liguria deve rialzare la testa, smetterla di essere il Sud del Nord. Qui voglio costruire il mio futuro, diventare protagonista nella mia terra. E quindi, se il centrodestra vince, scelgo la Regione e mi dimetto da deputato. Tutto questo - precisa ancora Rixi - in perfetto accordo col mio partito e con le mie convinzioni, e non certo perché il parlamento non sia importante». Il progetto, conferma Rixi - genovese di papà sestrese e mamma di Masone, 36 anni, laurea in Economia e commercio e master all’Università di Helsinky, alpinista provetto con salite in varie catene montuose del mondo - è quello di contribuire con il massimo sforzo alla realizzazione del «Quadrilatero» del Nord: Piemonte, Lombardia, Veneto e appunto Liguria, finalmente in sintonia dal punto di vista politico-amministrativo, possono coordinare fra loro sviluppo economico e sociale, infrastrutture, occupazione. «In questo senso, voglio dare una mano a Biasotti - insiste il segretario provinciale del Carroccio, con una lunga esperienza di consigliere comunale -. Posso mettere a disposizione la gavetta, durata cinque anni, alla commissione Bilancio della Regione Lombardia, ma anche le mie battaglie in strada, nelle piazze, nei gazebo, a contatto con la gente, su temi quali la moschea, la tutela della sicurezza, le tasse, gli anziani e i giovani, i posti di lavoro. In trincea, anzi, come mi piace dire: nella precarietà dei campi avanzati, non solo nella comodità e nelle certezze del campo base...». Qualora Rixi si dimetta dal parlamento, la sequenza dei «non eletti» del Carroccio prevede il subentro di Giancarlo Di Vizia, 68 anni, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega a La Spezia. Il quale, però, è anch’egli candidato alle regionali, come il successivo dei «non eletti» del 2008: Marco Lupi, 44 anni, imprenditore, in lista a Imperia. E se Di Vizia e Lupi, a loro volta, dovessero entrare nell’assemblea legislativa regionale e facessero la stessa scelta di Rixi, alla Camera, chissà, potrebbe andare Giancarlo Bertolazzi, geometra e geologo, nato a Vercelli 65 anni fa, vicesegretario provinciale della Lega a Savona e già consigliere comunale nella città della Torretta e a Quiliano.
Un ligure d’adozione, insomma, come era lo scomparso Balocchi, 68 anni, fiorentino di nascita. Da sempre definito, in quanto segretario federale amministrativo del Carroccio, «tesoriere» della Lega cui si era iscritto nel 1988, Balocchi aveva fondato con Bruno Ravera il partito in Liguria. Tanti gli incarichi ricoperti, fra cui: consigliere comunale di Chiavari, provinciale di Genova, capogruppo e presidente del consiglio provinciale. Dal 1992 sedeva in parlamento. Dal 2001 al 2006 è stato sottosegretario agli Interni, e nel 2008 è stato nominato sottosegretario con delega alla Semplificazione normativa. Parallelamente all’attività politica, Balocchi, che lascia la moglie Laura e il figlioletto Riccardo, ha svolto attività professionale, ed è stato fondatore e presidente dell’Associazione italiana amministratori di condominio. Unanime il cordoglio di colleghi di partito e parlamentari. Per il ministro Roberto Calderoli «con Balocchi scompare una figura storica della Lega». Il segretario regionale Francesco Bruzzone esprime «profondo cordoglio» e ricorda: «Con lui ho condiviso oltre vent’anni di vita nella Lega e ho potuto apprezzarlo sia come amministratore federale del partito sia come esponente di Governo». Di «sentimenti di solidarietà e partecipazione» parla anche il ministro Claudio Scajola, in un telegramma alla famiglia. «Sono sinceramente colpito e rattristato - scrive fra l’altro Scajola - per la scomparsa dell’amico Maurizio».