Carron: «Intesa, non vendiamo il nostro 5%»

da Milano

Il Crédit Agricole non ridurrà la quota attorno al 5% in Intesa Sanpaolo. I vertici della Banque Verte lo hanno chiarito incontrando a Parma le municipalità friulane e parmensi e i molti dipendenti intervenuti per conoscere le strategie del gruppo francese per Cariparma e Friuladria. Maggiori dettagli sulla presenza dell'Agricole in Italia si sapranno in ottobre con il nuovo piano strategico. La nuova Cariparma, comunque, si posizione alla nascita tra i primi dieci gruppi bancari del Paese e grazie a investimenti per 105 milioni prevede sinergie per 130 milioni entro il 2009.
«L'obiettivo è quello di una crescita per linee interne», ha chiarito il presidente Agricole, René Carron, escludendo anche la quotazione in Borsa. «Nessuna novità» sul patto di prelazione tra i soci, ha chiarito invece su Intesa Sanpaolo Carlo Gabbi, presidente della Fondazione Cariparma, uno degli altri soci «storici» di Ca’ de Sass.
«Abbiamo dato la disponibilità della nostra quota», per l'accordo, «ma non abbiamo ricevuto offerte», ha aggiunto riguardo la quota dell'1,1% che dovrebbe restare a Parma dopo una probabile cessione di un pacchetto analogo alla Cariplo. Quanto al livello della partecipazione dell'Agricole in Intesa «ci permette vantaggi fiscali in Francia e ci permette anche di sostenere Intesa» ha detto il direttore generale Georges Pauget. L'Antitrust aveva chiesto ai francesi di «ridurre significativamente e tempestivamente» la quota rinunciando a ogni ruolo di gestione. «Siamo solo investitori finanziari», ha detto Pauget.