Carrozzieri in piazza: «Le liberalizzazioni ci fanno chiudere»

Un corteo ordinato di macchine lungo le strade del centro, da piazzale Kennedy a Palazzo Spinola, poi l’incontro con il prefetto Francesco Musolino: i carrozzieri genovesi hanno manifestato così, ieri mattina, con fermezza, ma anche senza creare troppi disagi ai cittadini incolpevoli, per dire un «no» forte e chiaro alle cosiddette liberalizzazioni del governo che interessano il settore. «Ma più che interessare semplicemente il settore - spiega Fabio Costa, fondatore e portavoce dell’Associazione carrozzieri genovesi -, diciamo meglio che questi provvedimenti dell’esecutivo Monti colpiscono in maniera pesantissima le nostre aziende che, anche a livello locale, sono già costrette dalla situazione economica a enormi sacrifici per continuare a lavorare». E se è vero che una delle misure previste e più contestate - il 30 per cento di sconto alla clientela che si affida a carrozzerie indicate dalle compagnie di assicurazione - sembra definitivamente mandata in archivio, è altrettanto vero che «non tutti i problemi sono risolti - aggiunge il presidente dei carrozzieri, Ivano Vernazzano - e quindi dobbiamo continuare a lottare per far valere le nostre ragioni. Non per conservare privilegi, ma per difendere i posti di lavoro». Alla battaglia della categoria hanno intanto espresso solidarietà il senatore Enrico Musso, candidato sindaco del Terzo Polo, e Susy De Martini, a sua volta candidata sindaco della Destra. Restano, comunque, nella categoria, posizioni differenziate: se ne fa interprete lo stesso Fabio Costa, che ieri si è dichiarato in disaccordo «sull’affiancamento indebito delle associazioni dei consumatori. Così - insiste Costa - rischiamo di prendere una strada sbagliata, per troppe manie di protagonismo. La manifestazione di ieri, che ho fortemente voluto io, è stata un successo, ma non può nascondere il dissenso sull’intromissione di altri interessi che giudico controproducente per i carrozzieri. Basti pensare che dal prefetto c’erano sei rappresentanti dei consumatori e solo 4 dei nostri! Continuerò a battermi per la difesa della categoria, ma chiedo una profonda riflessione da parte di tutti».