Carruggi violenti ma ormai le vittime non denunciano più

Un giorno qualsiasi di inizio gennaio, alle 19.30, un ragazzo che cammina tra via Chiabrera e via Giustiniani viene circondato da un gruppetto di giovani di colore. Spinte, calci, due pugni ben assestati in faccia e il malcapitato è pronto a consegnare il telefonino e il portafoglio. Due uomini vedono la scena e si avvicinano per dare aiuto, uno ha al guinzaglio un cane. I teppisti scappano col bottino e la vittima resta a terra. «Gli abbiamo chiesto se voleva fare denuncia, che l’avremmo accompagnato - racconta Cesare Simonetti, uno dei due testimoni -, ma lui ha detto di no, che era inutile... tanto». È così ormai la vita dei vicoli. Parola di chi ci vive. Uno schifo. Simonetti è uno che la sa lunga sui carruggi, «ma come adesso - dice - non è mai stato». Forse perché la malattia che ha contagiato un po’ tutti è l’assuefazione. «Rapinette, scippi, aggressioni... ormai ci siamo abituati e giuro che la maggior parte di queste cose non viene nemmeno più denunciata», racconta. Lui che ci mette sempre la faccia e il tempo per cercare di spingere quella bonifica dei vicoli che il Comune proclama da anni, ma che non è mai veramente partita. Prendiamo un po’ via San Bernardo. «Lo sanno tutti che lì c’è del marcio - dice Simonetti -, ma se non si interviene il marcio dilaga». Così il bubbone va avanti, cresce. Come il malumore di chi nella Genova vecchia ha investito soldi, tempo, affetti. Insomma, di chi ci vive e gli fa male il cuore a vederla così. Di chi non può fare a meno di vedere l’accattonaggio molesto dei rom nella chiesa di Santa Maria di Castello, o i bivacchi dei punkabestia. O, peggio, gli scambi di bustine. Come l’altra sera quando la polizia ha arrestato una pusher di 26 anni che aveva appena venduto eroina in via del Campo, la via di De André.
I pattuglioni di polizia e carabinieri ci sono, per carità. Ma a questo punto c’è da chiedersi se non manchi una regia più alta. «Disinteresse, chiacchiere e basta... chi dovrebbe fare fa solo questo - dice Simonetti -. Basterebbe in fondo controllare davvero chi affitta a chi e magari certe facce sparirebbero perché non sarebbe conveniente farsi vedere». Grande assente il Comune. Che vorrebbe che il waterfront fosse quello di Barcellona, ma poi al dunque, a fare qualcosa non ci arriva. E così, come fa notare Gianni Bernabò Brea, consigliere comunale della Destra, a Caricamento «è costante il mercatino abusivo, mentre il Porto Antico è un suk». Per non parlare della Commenda di Pré.