«Carta per Roma», l’intervento di Berlusconi

Oggi appuntamento con Forza Italia al Residence Ripetta per la seconda edizione della Carta per Roma. La convention, inizio ore 16, toccherà il clou alle 18 con l’intervento del presidente Silvio Berlusconi. Ma il leader del Popolo della Libertà non è sicuro, però, che partecipi. Più probabile una diretta telefonica, con audio in viva voce in sala. Annunciati al Residence Ripetta gli europarlamentari Antonio Tajani e Alfredo Antoniozzi, il gruppo comunale di Forza Italia, che ha curato con pazienza certosina la Carta per Roma, parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e municipali al gran completo. Sui maxi-schermi della sala sarà proiettato il video «Noi», che in 15 minuti descrive la nascita e la storia di Fi fino ai giorni nostri.
«È un video che proietteremo per tutta la campagna elettorale, - spiega Francesco Giro, coordinatore regionale e commissario romano degli azzurri - è che testimonia il cammino che di recente ha portato il nostro leader a impegnarsi direttamente anche su Roma».
Giro, in che consiste la Carta per Roma?
«Sono dodici grandi temi (casa, sicurezza, attività produttive, politiche sociali, immigrazione, infrastrutture, e così via), che danno un’immagine reale dei gravi problemi della città, su cui presenteremo dodici proposte. Dodici soluzioni concrete ai grandi mali di Roma».
Quali sono le novità rispetto alla prima edizione?
«Ferma restando la formula, questa seconda Carta è aggiornata soprattutto alla luce degli incontri che abbiamo avuto, di recente, con la Federlazio di Tabacchiera, la Confcommercio di Pambianchi, l’Acer di Cremonesi, l’Unione Industriali di Abete e la Camera di commercio di Mondello».
Facciamo qualche esempio?
«Alla Federlazio non dormono certo sonni tranquilli. Il quadro in cui versa la maggior parte dell’imprenditoria romana è preoccupante. Tabacchiera ha documentato pochi giorni fa che le piccole imprese lavorano sempre meno. A Roma il Pil sale, è vero, ma la crescita è concentrata solo su un numero ristretto di grandi imprese».
Se la Federlazio piange, neppure i costruttori dell’Acer però ridono
«Non ne hanno proprio motivo. Cremonesi lamenta che negli ultimi 6 anni l’1 per cento dei bandi concentra il 45 per cento degli investimenti complessivi. Nell’edilizia lavorano solo le grandi imprese, per le altre resta solo il sistema deprecabile dei sub-appalti e dei frazionamenti».
E che cosa risponde Fi alle grida d’allarme del mondo produttivo?
«Bisogna far partecipare ai bandi le piccole e medie imprese in forma aggregata. Noi sosteniamo, ad esempio, il progetto dei costruttori dell’Acer che prevede un investimento di ben 3 miliardi di euro per infrastrutture, parcheggi, prolungamento di metropolitane. Tutti forti investimenti privati, a costo zero per l’amministrazione comunale».
Venendo alle politiche sociali, l’indagine Ecobambino 2008 di Legambiente dice che Roma è la terza città in Italia per assistenza all’infanzia. È vero?
«No, è vero il contrario. A Roma ci sono meno di 400 asili-nido, non bastano, ne servono il doppio».