«Con la Carta tagli ai costi della politica»

Ettore Albertoni parla del federalismo: «Ci abbiamo lavorato un anno. Ora il governo faccia la sua parte». Formigoni in aula il 6 per riferire

Autonomia, Statuto e federalismo. Queste le tre parole chiave del futuro istituzionale della Lombardia. Un percorso difficile e fatto di tante piccole conquiste. Ultima delle quali l’incontro con il Governo sul trasferimento delle competenze su 12 materie, dalla sanità alla scuola. Pare quindi essersi sbloccata, secondo il presidente del Consiglio regionale lombardo, Ettore Albertoni, una situazione rimasta ferma troppo a lungo.
Presidente, è stato fatto un passo decisivo per l’autonomia della Lombardia?
«Decisamente. Noi ci abbiamo lavorato molto e dal mese di luglio 2006 al luglio del 2007 ci sono stati 17 passaggi in Consiglio regionale per l’elaborazione di una piattaforma condivisa. Al Governo non chiediamo né la carità né dei favori ma semplicemente l’attuazione del titolo V della Costituzione. Ora aspettiamo che il presidente Formigoni venga in aula il 6 novembre a riferire».
Come è stato l’atteggiamento del Governo in questi mesi?
«Direi offensivo. Sono stupito dalla sua totale latitanza, non ha mai risposto alle nostre richieste. Noi abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo e potevamo fare. Il ritardo di sei mesi nelle risposte da Roma è sintomo di totale inadeguatezza. È stato perso tanto tempo e ci auguriamo che ora il Governo sia più sollecito».
Nel frattempo si lavora allo Statuto della Lombardia. A che punto siete?
«All’inizio di dicembre il Consiglio regionale si riunirà per esaminare le varie proposte dei gruppi e si comincerà a stendere una bozza del documento».
Quali sono le priorità?
«La legge elettorale, innanzitutto. Non ci possono essere squilibri nella rappresentanza delle province. In secondo luogo, lo Statuto dovrà approfondire il tema del Consiglio delle autonomie e poi bisognerà fare uno sforzo per fissare i principi secondo cui gestire le 12 materie su cui avremo le competenze».
In Consiglio si procederà con un «taglia e cuci» delle varie proposte?
«Vedremo, è presto per dirlo. Quello che è certo è che lo Statuto non sarà un regolamento, né sarà scritto in politichese. Sarà un documento di alta qualità giuridica. Contribuirà a tagliare i costi della politica e a migliorare l’efficienza della macchina amministrativa, qualificando il lavoro».
La storia dello Statuto lombardo, seppur in ritardo rispetto alla maggior parte delle Regioni italiane, sta prendendo forma. Ogni tappa del lavoro sarà documentata in una raccolta di volumi curata dall’ufficio di presidenza del Consiglio della Lombardia. Per ora è stato pubblicato il Quaderno numero 1, dedicato agli articoli 116, 119 e allo Statuto: una raccolta di atti, documenti e dichiarazioni utile per ricostruire, passo per passo, il percorso verso la nuova Carta costituzionale della Regione. «Man mano che andremo avanti con il lavoro - spiega Albertoni - ne racconteremo la storia».