Cartelle pazze: il Campidoglio deve porre fine alle vessazioni

La tragicomica questione delle cartelle pazze, che in questi giorni è diventata emergenza cittadina, dovrà essere risolta in tempi brevi dal primo cittadino. Senza ricorrere però a soluzioni «immaginifiche». Ne sono convinti il senatore di An, Andrea Augello e il vicepresidente del consiglio comunale di An Vincenzo Piso. «Il Prefetto di Roma e l’assessore Causi - attacca Augello - oltre a preoccuparsi dei tempi di esame dei ricorsi, dovrebbero ammettere l’esistenza di un pregresso impresentabile rispetto al quale non è chiaro come l’amministrazione intenda assicurare che i cittadini non abbiano a subire provvedimenti vessatori». «Il problema - aggiunge - è che circa il 5% delle 23mila cartelle inviate è sbagliato, si tratta di multe già pagate, di cittadini deceduti, di errori di trascrizione. C’è poi l’altro fenomeno delle contravvenzioni già prescritte, e nonostante ciò iscritte al ruolo e persino computate nelle entrate del bilancio comunale. È un preciso dovere della pubblica amministrazione rimediare. Non solo ciò non è accaduto, ma centinaia di abitazioni e di auto sono oggi ipotecate per effetto di questo curioso modo di condurre il recupero delle morosità. Credo che il sindaco - conclude Augello - farebbe bene a prendere qualche iniziativa per risolvere questa tragicommedia».
Una questione, quella delle cartelle pazze, che per Piso (An), andrebbe risolta «semplicemente». «Può essere che questa amministrazione - dichiara - oltre a tentare di trovare immaginifiche soluzioni sulle centinaia di migliaia di ricorsi sulle multe che sommergono le istituzioni, non si ponga il problema di cosa non funzioni a monte?. Più di 3 milioni di multe in un anno a Roma è una cosa normale? E se su 100 ricorsi presentati, oltre 70 vengono accolti, vorrà pur dire qualcosa? Devono essere sempre i cittadini a pagare le enormi smagliature tecnico-burocratiche dell’Amministrazione?».
Infine Fabio Sabbatani Schiuma, gruppo Indipendente-Misto, annuncia una proposta di delibera a iniziativa popolare per un condono tombale delle multe. «L’ho depositata in consiglio comunale da tempo, come primo firmatario. Questa emergenza sta creando troppi disagi ai cittadini e il Comune rischia poi di perdere 30 milioni di euro». Per Sabbatani Schiuma «serve comunque un intervento del Governo, ma va ricordato che a Roma vengono elevate circa 5 milioni di multe l’anno e la Prefettura riceve circa 450 mila ricorsi, di cui 270 per contravvenzioni dei vigili. La Prefettura non è in grado di smaltire la mole di lavoro entro i termini che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono già trascorsi».