Il cartellino giallo ai conti pubblici

La procedura d’infrazione scatta qualora uno degli Stati membri sfori il rapporto del 3% tra deficit e Pil stabilito dal Trattato di Maastricht. La revisione del Patto di stabilità ha reso meno rigida l’attivazione della procedura, che non scatta qualora il disavanzo eccessivo sia stato causato da una crisi congiunturale tale da far scendere il Pil reale del 2%; oppure, se fattori esterni hanno appesantito i conti pubblici senza possibilità di interventi calmieratori. Stabilita l’esistenza di un deficit eccessivo, la Commissione concede quattro mesi di tempo allo Stato membro per approntare misure in grado di riportare in linea il disavanzo. Se tali misure vengono considerate insoddisfacenti, scatta la procedura che può successivamente portare a vere e proprie sanzioni che possono ammontare allo 0,2% del Pil. La Commissione può decidere di aumentare la sanzione fino a un importo massimo corrispondente allo 0,5% del Pil.