Cartellino rosso dei giornalisti alla Samp

Il «cartellino rosso» della Sampdoria a Peo Campodonico non è piaciuto ad arbitri come l’Ordine dei giornalisti, l’Associazione ligure giornalisti e il Gruppo cronisti liguri. «È un modulo tattico, calcisticamente parlando, votato all’attacco dei giornalisti quello della UC Samdoria che stigmatizza un’emittente privata, Telegenova, per avere invitato a una trasmissione un esponente (Peo Campodonico, giornalista pubblicista) del fronte sportivo opposto, il Genoa», scrivono in una nota congiunta, Ordine, Associazione e Gruppo Cronisti. Campodonico, come spiega ancora la nota è un «ospite sgradito perché anni fa, durante una trasmissione televisiva fu protagonista di una sgradevole battuta nel confronti dei tifosi sampdoriani finita con una querela e un procedimento da parte dell’Ordine dei giornalisti. La UC Sampdoria dimentica che quella vicenda, oltre che con una sanzione da parte dell’Ordine, si chiuse in sede giudiziaria con un’intesa tra il rappresentante dei tifosi sampdoriani Roberto Martinelli, e lo stesso Campodonico che consentì la diffusione di una nota-volantino sui temi della violenza e dell’olocausto. Una nota (ripresa dai media) che sarebbe potuta essere anche un volantino da diffondere all’ingresso degli stadi proprio per i temi trattati». Eppure a distanza di tempo la Sampdoria sembra aver dimenticato la conclusione della vicenda e «la rilancia minacciando non meglio identificate iniziative, cercando di insegnare a Telegenova come si fa giornalismo».
«Stupisce - prosegue la nota - che in un Paese dove serial killer, ex terroristi, protagonisti di tangentopoli varie godono del diritto alla tribuna, diventano guru della comunicazione rivendicando il diritto all’oblio o alla pacificazione sociale, persone come il pubblicista e lo storico Peo Campodonico, protagonista di uno spiacevole episodio, peraltro ricomposto in modo intelligente e produttivo con chi si era sentito vittima, debba essere bandito da tutte trasmissioni del “regno”».
Non vanno inoltre dimenticati altri episodi che hanno avuto come protagonista la Sampdoria come la messa al bando dal campo dei giornalisti e degli operatori televisivi di Primocanale, televisione colpevole di aver mandato in onda un’intervista a Dossena ritenuta diffamatoria, e il comportamento dell’allenatore Novellino che, più volte, non ha esitato ad attaccare gli autori di articoli non graditi. «È evidente - scrivono i giornalisti - che in casa Sampdoria la memoria è corta e gli archivi lo sono ancor di più: se avessero seguito con attenzione l’evoluzione della vicenda avrebbero evitato il loro editto censorio il cui risultato è stato quello di ridare pubblicità a una vicenda ormai dimenticata e conclusa».