Un cartello svela che Gdf, Agenzia delle entrate e Siae pagano solo a Natale

RomaIl volantino non è passato inosservato. Forse perché al cinema Adriano di Roma, anche nei giorni delle nuove tasse, c’è sempre la fila. O anche perché gli occhi sono più sensibili a certi avvisi ciclostilati, soprattutto quando si legge la parola «gratuito». Comprensibile che un aggettivo del genere, in una fase storica in cui il privilegio è orribile e i sacrifici condizionano la vita di ognuno, faccia sobbalzare di sdegno. Eppure «libero ingresso» è scritto sul fogliettino appeso alla cassa del cinema Adriano. Trenta persone in coda, sette euro e cinquanta l’entrata, piccolo sconto sopra i 65 anni, giorno di tolleranza il mercoledì, quando si scende a 5. Ma non è così per tutti. Chiunque voglia andare a vedere «Le idi di marzo» o «Vacanze di Natale» o «Finalmente maggiorenni» nel centralissimo e storico cinema della Capitale, si accorgerà che durante l’anno c’è qualcuno che non paga il biglietto.
Il volantino appeso in questi giorni dice infatti che le tessere di ingresso gratuito concesse ad alcune categorie di lavoratori verranno sospese nel periodo natalizio. Questo significa che nel periodo non natalizio ci sono le tessere gratuite. E nell’elenco dei beneficiati del free-cinema c’è nientemeno che l’Agenzia delle entrate, ovvero l’ente che riscuote le nostre tasse.
Ecco il testo appeso all’Adriano, rivolto agli «associati Anec Lazio», ovvero gli esercenti di sale cinematografiche: «Vi segnaliamo che le tessere di servizio per il libero ingresso nelle sale cinematografiche rilasciate agli enti: Guardia di finanza, Siae, Agenzia delle entrate direzione regionale dipartimento politiche fiscali saranno sospese durante il periodo natalizio che va dal 23 dicembre all’8 gennaio compreso».
Insomma, nessuno è perfetto, anche gli uomini che rappresentano il Fisco hanno la loro nicchia di agevolazione. E con loro, in questo caso, pure i finanzieri e il personale della Siae, società italiana autori ed editori.
Dalla Anec Lazio spiegano che le tessere non sono per tutti gli impiegati dell’Agenzia delle entrate, ma ne vengono assegnate soltanto alcune. E lo stesso vale per le altre categorie citate nell’avviso appeso alle casse. Per il cittadino in fila rimane però sempre la domanda: perché «qualche» esattore va al cinema gratis? I dipendenti dell’Agenzia delle entrate hanno anche l’accesso ridotto a tutti i musei di Roma.
Un po’ diversa la situazione per i portatori di handicap che, almeno al cinema, devono sempre mostrare un certificato di invalidità grave, altrimenti pagano il biglietto intero. E la disabilità deve essere al 100%, altrimenti niente da fare. Un handicap di questo tipo necessita della presenza obbligatoria di un accompagnatore, che paga, anche se con biglietto ridotto.
Ma le tessere gratuite non si toccano: chi la esibisce entra automaticamente senza aprire il portafoglio, salvo qualche periodo particolare, durante le feste ad esempio, come dimostra il volantino romano.
Secondo una legge del ’72, alle tessere omaggio non si applica l’imposta sugli intrattenimenti, a meno che non superino il 5% degli ingressi totali dello spettacolo. Sono cioè detassati.