In cartellone sinfonie e balletti La Scala festeggia su «due punte»

Sul palcoscenico del Piermarini «Sylphide», all’Auditorium dirige Herbert Blomstedt e al Carcano «Lago dei Cigni» di Ciaikovskij

Valeria Pedemonte

Per chi desidera finire e cominciare l’anno in compagnia di musica classica, può scegliere fra tre diversi suggerimenti.
Innanzi tutto quella dell’Auditorium, dove, da alcuni anni a questa parte - puntuale - viene proposta la monumentale Nona Sinfonia di Beethoven. Una composizione che offre, e dona, tutte le emozioni umane, compresa quella della gioia.
è una tradizione che piace al pubblico ed all’orchestra e suscita immancabilmente grande entusiasmo. Quest’anno sul podio dell’Orchestra Verdi ci sarà il Maestro Herbert Blomstedt, mentre Romano Gandolfi compirà un’altra delle sue magie con il Coro della Verdi.
Anche alla Scala esiste una tradizione: quella di dare l’addio all’anno vecchio sulla musica d’un balletto. Questo fine anno vede la messa in scena della Sylphide, il balletto in due atti, musicato da Schneitzoheffer. Coreografia di Pierre Lacotte (da Filippo Taglioni), libretto di Adolphe Nourrit.
Poco noto in Italia, la Silphide, è un esempio di quel romanticismo coreografico già preannunciato, nei suoi elementi tematici e stilistici, soprattutto nel balletto francese del secondo e del terzo decennio dell'Ottocento. Quando si legge di questo titolo, sistematicamente, ci si trova innanzitutto il nome del «padre putativo»; Filippo Taglioni che ne ha, a suo tempo, ritagliato il personaggio sulle doti eccezionali della figlia Maria Taglioni, il cui mito personale avrebbe portato sempre le vesti della Silfide.
Il critico di balletto Alberto Testa in una sua recessione scrisse a questo proposito: «La Taglioni trovò nella “punta“ la sua ragione e sublimazione». Più recentemente la nostra Carla Fracci, ne fece una delle sue eroine. La Fracci ballò al teatro della Scala, per la prima volta in questo ruolo, nel gennaio del 1962 con il Grand Ballet du Marquis de Cuevas e con Mario Pistoni come James, «l’innamorato»-. La danzatrice milanese è stata la Sylphide anche con partner quali Rudolph Nureyev a Roma, nel marzo del 1966 e con Erik Brun nel maggio del 1967 a New York.
La terza proposta infine, non all’insegna della musica classica, ma sempre con il brindisi a mezzanotte e il tradizionale buffet, potrebbe essere quella del teatro Carcano che, abbandonata la prosa seria per alcuni giorni, ha invitato il Balletto di Mosca per dar vita al Lago dei cigni di Ciaikovskij.
Questi sono i tre appuntamenti più celebrati per salutare l’anno vecchio e accogliere l’anno nuovo con la musica amata.