Le cartoline per il piccolo Buddy spediscono le Poste nel Guinness

Buddy sta morendo. Non ha nemmeno dieci anni e ha già i giorni contati. Leucemia. Così piccolo, ma sa già tutto. Per questo dal suo lettino d’ospedale di Glasgow ha espresso il suo ultimo desiderio. E per realizzarlo ha chiesto aiuto al mondo intero. Il suo ultimo desiderio è entrare nel Guinness dei primati, iscrivere il proprio nome sul libro dei record come il più grande collezionista di cartoline di tutti i tempi. La richiesta ha fatto il giro del mondo. I primi, pare, a diffondere l’appello sono stati i radioamatori. Poi di parola in parola la storia è arrivata fino alla stampa. Qualcuno non ha controllato bene, ma ormai era troppo tardi anche per smentire. Milioni di cartoline indirizzate a «Little Buddy, Glasgow» hanno cominciato ad arrivare da ogni angolo della terra, decine di collezionisti hanno rinunciato alla propria raccolta per aiutare Buddy. Giornali, gruppi religiosi, piccole e grandi imprese, hanno persino organizzato campagne per spedire cartoline al bambino, bisogna fare presto, è una lotta contro il tempo. Ma Buddy non è mai esistito e nessuno a Glasgow ha mai chiesto niente per lui. L’unico vero dramma è stato il collasso delle poste scozzesi travolte da una marea di cartoline indirizzate a un bambino inesistente. Montagne di cartoline. Ed era invece un pacco...