Caruso giustifica i killer, Bertinotti si defila

da Roma

Se la morte di un marine pesa «quanto quella di un bambino iracheno», quella di un agente «vale come quella di un ultrà». Quanto alla polizia, «è poco addestrata, sa solo manganellare nel mucchio». Questa è l’equazione di Francesco Caruso, deputato di Rifondazione comunista e gran capo dei no-global napoletani, queste le parole al Corriere che aprono un altro fronte nel centrosinistra. E mentre la maggioranza lo condanna e la Cdl chiede che venga cacciato dal Parlamento, persino Fausto Bertinotti, che c’è rimasto male, adesso prende le distanze: «Non sono il suo angelo custode. C’è un dibattito politico, ognuno dice la sua e poi si assume la responsabilità delle proprie dichiarazioni».
«Le frasi di Caruso - dice Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia - non ci sorprendono visto il suo passato e il suo presente, sono quelle di un amico dei guerriglieri e dei terroristi e di coloro che affrontano le forze dell’ordine per ferire o uccidere. La cosa grave è che i voti dei suoi accoliti sono determinanti per la maggioranza». Per Andrea Ronchi, portavoce di Alleanza nazionale, «Caruso non è degno di sedere alla Camera e chi lo ha fatto eleggere si deve vergognare». «Ma perché il Prc non lo espelle? - si chiede il senatore di An Alfredo Mantovano - Che ci fa lui, che certamente voterà contro misure più severe, in una forza politica che appoggia il governo che sta per prendere iniziative contro la violenza?». Per Luca Volontè, capogruppo Udc a Montecitorio, «è intollerabile che in Parlamento ci sia chi teorizza l’equivalenza tra delinquenti e servitori dello Stato, Rifondazione ha fatto proprio una scelta demenziale». Per Ignazio La Russa, capogruppo di An, «si tratta di affermazioni che danno alibi ai delinquenti e ai violenti». E per Antonio Leone, vicepresidente dei senatori Fi, «quelle parole sono un insulto alla memoria dell’ispettore Raciti e una mascalzonata».
Ma Caruso non trova appoggi nemmeno nell’Unione. «Ha detto una cosa inaccettabile - commenta Luciano Violante, presidente della commissione Affari costituzionali -. I poliziotti italiani sono ben addestrati, il problema è che ci sono dei teppisti e dei criminali in giro». Lo boccia pure Barbara Pollastrini. «Non sono d’accordo con le parole di Caruso - spiega il ministro per le Pari opportunità - e vorrei che non ci fosse questo divario tra i miei pensieri, i miei sentimenti e quelli di un collega. Io sono contro ogni forma di violenza per natura e cultura. Ciò che è accaduto a Catania è una cosa terribile, penso a quella famiglia straziata, e credo che la presa di posizione del ministro Amato sia doverosa. Non deve capitare mai più». E Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente: «Parole gravissime. Noi dobbiamo garantire la massima durezza contro tutti i delinquenti che inquinano il calcio italiano in tutti i settori ed è sbagliato, in tutti i casi, non tenere conto del grande lavoro che fanno le forze dell’ordine per garantire la sicurezza e la legalità nel Paese».
Tutti contro Caruso dunque, che in serata cerca di correggere il tiro: «Sono stato travisato. Io voglio solo denunciare l’ipocrisia dei morti di serie A e di serie B e aprire una riflessione sulle regole d’ingaggio della polizia. Stare ore a prendere sassi e sputi e poi caricare indiscriminatamente la folla non serve a nulla». Una precisazione che non smorza la polemica. Roberto Calderoli, ad esempio, resta «sconcertato». «Finché Bertinotti non lo censura pubblicamente, il caso resta aperto».