Caruso: "Ho ingoiato troppi rospi. Finisca questa tortura"

Vorrei almeno una legge di cui andare orgoglioso

Roma - Onorevole Caruso, sta recuperando fiducia nel governo?
«Scherza?».
Veramente pensavo che stesse recuperando fiducia...
«Più passa il tempo e più mi si riempie la pancia di rospi».
Si riferisce a Dini?
«Lui è uno dei meno grossi, a dire il vero».
Perché lei è un estremista irriducibile, lo ammetta...
«Per sentirmi a casa mia mi accontenterei di molto poco».
Ovvero?
«Che ne so, di una legge: di almeno una, di cui andare orgoglioso, a testa alta. Una su cui poter dire: abbiamo fatto questo».
Lei sogna il socialismo?
«Ueèèhh... Mi basterebbe molto meno, anche una cosa socialdemocratica di questi tempi va bene».
Ovvero?
«Il reddito minimo di cittadinanza, per esempio».
Non faccia l’utopista...
«E perché mai? In tutta l’Europa del Nord è già realtà, e in tutto il resto d’Europa è un obiettivo minimo fissato dalla conferenza di Lisbona, mica da un congresso bolscevico».
Quante possibilità concrete vede di realizzarlo? Sia sincero....
«Poche o nessuna».
E dunque che 2008 si aspetta?
«L’anno della fine della tortura».
Ovvero?
«L’anno in cui finisce questo strazio del governo Prodi».
Ma lei è ancora un parlamentare di maggioranza?
(Ride) «Non lo so. So che le mie aspettative sono giunte al livello più basso di fiducia possibile».
Le diranno: lei non era preparato al realismo che serve al governo...
«Ci sono molti governi - cito una legge poco conosciuta di Zapatero, quella sulla casa - che fanno molte cose di cui essere orgogliosi».
Cosa invidia di quella legge, per esempio?
«Ha rivoluzionato il mercato, dato nuove possibilità».
Non sente di avere delle responsabilità anche lei?
«Dei ricatti non se ne può più: ci sia il fatidico governo istituzionale, il ritorno alle urne, qualsiasi cosa è meglio che vivacchiare così».