Alla Casa Bianca invitato il rapper che voleva uccidere Bush e i poliziotti

New YorkDopo il fitness e la danza, per combattere l’obesità infantile la First lady ha voluto ispirare, ieri sera, la curiosità poetica dei giovani americani. L’ha fatto offrendo, come esempio di grande poesia, le liriche vitrioliche, razziste e violente di Common, un cantante rap nero famoso per aver dichiarato, in un brano, di voler uccidere l’ex presidente George W. Bush.
Common, il nome d’arte di Lonnie Rashid Lynn, nel 2007 nel suo brano rap intitolato «Letter to the Law» (Lettere alla legge) aveva minacciato di voler ammazzare l’ex presidente George Bush («corrotto e disonesto»), per aver dichiarato guerra all’Irak in cambio dei miliardi del petrolio. Dopo aver definito le donne «cagne», in altri brani rap, Common aveva anche incoraggiato i neri ad uccidere i poliziotti (bollati come razzisti e assassini negli hinterland neri delle metropoli) dichiarando che ogni nero doveva teneva una pistola in tasca.
Le sue liriche ricordano i sermoni contro l’establishment bianco del reverendo Jeremiah Wright, pastore teologo della chiesa di Chicago e mentore, per vent’anni, di Obama: Common è amico intimo del reverendo della Trinity United Church of Christ, dove spesso canta durante le messe e dove la First lady l’aveva incontrato. La scelta ha causato una valanga di polemiche da parte dei repubblicani, dopo che l’ex governatore Sarah Palin aveva annunciato l’invito di Common su twitter con la battuta finale: «Meraviglioso! Aiuterà i giovani ad apprezzare la poesia».
Nel 2003 l’allora First lady Laura Bush aveva dovuto annullare una serata in onore di Emily Dickinson e Walt Whitman poiché i pacifisti avevano minacciato di protestare davanti alla Casa Bianca. La nuova first lady però non si è arresa: dopo aver ospitato nel pomeriggio un gruppo di liceali, per invogliare la scolaresche di Detroit ad appassionarsi alla poesia, in serata Michelle Obama ha offerto la performance di Common e altri poeti. Ma è stato il rapper il più applaudito: i giovani neri l'adorano perché era cresciuto nel ghetto di Chicago, perché aveva vinto un paio di Grammy per la sua musica, era apparso in alcuni film come American Gangsters e Terminator ed era stato fidanzato della tennista Serena Williams.
«La decisione della First lady di invitare quel rapper è di pessimo gusto - ha scritto il critico del sito Breibart -. Non solo si è arricchito vendendo messaggi di disperazione e violenza, ma così facendo la Casa Bianca ha insegnato ai giovani che le liriche di Common sono l’unico standard artistico al quale possono aspirare».