Casa della carità mostre e convegni per festeggiarla

Roberto Zadik

Da ormai un anno la Casa della Carità, aiuta e accoglie poveri e bisognosi di ogni cultura e provenienza. Circa trecento persone, appartenenti a 46 nazioni ed etnie differenti, hanno trovato rifugio nella struttura di via Brambilla 10, voluta dal Cardinal Martini. Proprio in occasione dei suoi primi dodici mesi di attività, la fondazione capeggiata da Don Virginio Colmegna, da ieri ospita una serie di iniziative. La prima è stato l’incontro multireligioso «La tenda di Abramo» all’Auditorium che ha visto a confronto numerosi ospiti: personalità come Paolo Branca, professore di Lingua araba all’Università Cattolica del Sacro Cuore, don Angelo Casati, il rabbino Roberto Colombo e Gabriele Mandel, docente universitario e autore di libri sull'Islam. Nel calendario c’è anche la mostra. Si tratta di «Casa della Carità. I volti, le storie» che viene inaugurata oggi alle 12 allo Spazio Guicciardini. Oggetto dell'esposizione, aperta al pubblico fino al 9 dicembre dal lunedì al venerdì (9,30-18,30), sono le fotografie con le quali Rotoletti ha «immortalato» ospiti e operatori della Casa della Carità. Situazioni e momenti di vita quotidiana rappresentati in una galleria di immagini ognuna delle quali verrà accompagnata da un breve testo realizzato dagli attori del Teatro Officina in collaborazione con coloro che hanno alloggiato in via Brambilla.
Sempre oggi, dalle 18, alla Casa della Carità, andrà in scena lo spettacolo «Nella casa di Abramo». Dopodiché toccherà alla psicologia e ai misteri della mente umana che saranno al centro della serata: di questo si parlerà in «Antropologia ed etnopsichiatria. L'incontro come cura», una discussione che, dalle 20 in poi, impegnerà il professor Roberto Beneduce, docente di Antropologia culturale all'università di Torino e Laura Arduini, responsabile di Salute mentale della Casa della Carità.