Casa della carità scuola politica E la «lobby dei buoni» dà lezioni

Ormai si sa che il passaggio classico prima di aprire un partito è inaugurare una Fondazione. In questo caso la Fondazione c’è già, è la Casa della carità di don Virginio Colmegna. E anche se l’intenzione finale potrebbe non essere fondare un partito, la scuola politica che debutta venerdì 27 gennaio ha già tra i suoi relatori tre assessori della giunta Pisapia, e poi professori, giornalisti e magistrati riconducibili alla medesima area politica di sinistra molto radicale. Oltre naturalmente a don Virginio Colmegna, che ne è un po’, per così dire, il cappellano.
Don Virginio piace alla gente che piace ed è spesso ospite in tv di Gad Lerner. Il noto giornalista sarà uno dei professori di spicco della scuola sui «Nuovi linguaggi della politica» che sarà ospitata nei locali della Fondazione Casa della Carità. Accanto a loro il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky e il banchiere Alessandro Profumo, noto - oltre che per tutto il resto - per aver regalato alla Casa della Carità un milione di euro, frutto della liquidazione da quaranta milioni versatagli da Unicredit.
Fischieranno un po’ le orecchie a Giuliano Pisapia, nel sapere che ben tre dei suoi assessori sono relatori alla scuola di don Colmegna. A partire dal vicesindaco, Mariagrazia Guida, dal 2004 braccio destro di don Virginio nella fondazione della Casa della carità, passata alla politica dopo lunghi e approfonditi colloqui con don Virginio, che rimane il suo punto di riferimento spirituale. «Giuliano Pisapia prima non la conosceva, di fronte all’ipotesi della candidatura ha riflettuto molto prima di accettare» ha detto di lei don Colmegna all’indomani del suo ingresso nella squadra per Palazzo Marino.
Professoressa come la Guida sarà l’assessore comunale alla Casa, Lucia Castellano, ex direttrice del carcere di Bollate, donna di una sinistra molto radicale, che votava Democrazia proletaria e si autodefinisce un’orfana del Pci. E poi Cristiana Tajani, assessore allo Sviluppo economico della giunta Pisapia e esponente di Sel, il partito di Nichi Vendola.
Ci sono poi gli economisti Salvatore Bragantini, Michele Salvati e Fabrizio Onida, l’ex magistrato Gherardo Colombo, Eligio Resta, professore di diritto ed ex membro laico (cioè eletto dal Parlamento) del Consiglio superiore della magistratura. E ancora il segretario provinciale del Pd, Giovanni Bianchi, già presidente delle Acli e del Pd provinciale, l’ulivista Franco Monaco, stretto collaboratore di Romano Prodi e tra i fondatori del fu Asinello.
I temi delle conferenze sono quattro: Welfare, Economia, Globalizzazione e Politica.
La Casa della carità è un’istituzione che è riuscita a raccogliere molto consenso (e fondi) tra coloro che vengono definiti «cattocomunisti e cattoborghesi» da chi non appartiene alla schiera dei supporter di don Virginio. Sarà stato anche il target di riferimento a determinare la quota di iscrizione alla scuola, non proprio alla portata di tutte le tasche: a parte qualche borsa di studio per gli under 30, finanziata dalla Banca popolare di Milano, i costi sono piuttosto impegnativi. Seicento euro più iva per quattro fine settimana. È anche possibile iscriversi a un solo modulo e in questo caso bastano centottanta euro più iva.