Una casa che accoglierà sedici disabili intitolata a Nucci, signora della vela

(...) di cui potranno fruire anche giovani assistiti nei Centri Diurni. L'edificio, di proprietà del Comune, ospitava una scuola statale speciale intitolata al professor Vidoni, neurologo, e successivamente al professor Isola, pedagogista: entrambi dedicarono la loro vita ai ragazzi per l'inserimento scolastico. La Casa anni fa fu data in comodato gratuito alla Asl per realizzare progetti inerenti la disabilità. Con il progetto «Un sogno da vivere» se ne prese cura l'associazione «FA.DI.VI...e Oltre», (Famiglie Disabili Vidoni). L'«Oltre» sottolinea l'esigenza non solo di assistenza ma di altre iniziative per farne una vera Comunità. Più di due milioni di euro per la ristrutturazione sono stati reperiti con l'autotassazione di 16 famiglie titolari della struttura e con l'apporto di ogni contributo permesso dalla legge.
FA.DI.VI nasce dalla preoccupazione di genitori i cui figli disabili hanno già superato la trentina: chi si occuperà di loro quando, venendo meno le forze, non potranno più farlo direttamente? «La Casa deve essere un presidio sanitario - spiega il presidente Roberto Bottaro - non ci siamo dati l'intento di gestire la struttura, né di ricevere rette; di questo si occuperà il Cres (Consorzio regionale servizi sociali), in cui operano le Cooperative Sociali che già assistono i nostri figli nei Centri Diurni, nel servizio a domicilio, nel trasporto». Bottaro ha collaborato con Nucci nella Segreteria della Consulta Provinciale per l'Handicap e poi ne ha ricevuto l'appoggio nella Consulta Regionale quando Nucci diventò assessore. «Nel '92 insieme a Giacomo Piombo e con l'aiuto di Nucci riuscimmo ad acquistare cinque o sei barche della classe 2.4 per disabili in carrozzina - ricorda ancora Bottaro -. Sono barche monoposto dove il disabile può manovrare fiocco, randa, ecc. Marco Turbiglio di Alassio è stato campione italiano in carrozzina». A dare notizia dell'intitolazione a Nucci della Casa di viale Teano è stato il parroco don Piero Arvigo nel commemorarla a San Siro di Nervi ad un anno dalla morte. Ha sottolineato che le offerte raccolte nella festa patronale di Nostra Signora della Mercede di Capolungo da alcuni anni sono state destinate al FA.DI.VI. Nucci si è sempre adoperata per i disabili sia nel basket che nella vela. Un giorno che il marito voleva aiutare un ragazzo nel manovrare la barca a vela lo fermò: doveva imparare a sentirsi autonomo. Nucci aveva l’infinita tenerezza che Bernanos nel «Diario di un parroco di campagna» definisce «la capacità di dimenticarsi di sé per gli altri. Al FA.DI.VA, da velista, avrebbe augurato: «Buon vento!».
Maria Luisa Bressani