La casa chiusa a tema: stanze stile medievale o per giocare al dottore

Sequestrati vari attrezzi per gli amanti del sesso estremo

da Torino

Si presentava come un centro estetico, in un elegante appartamento nel cuore di Torino, in via Lagrange, ma nascondeva un lucroso giro di prostituzione con un volume d'affari superiore ai diecimila euro al mese. Specialità della «casa»: sesso estremo. Sadomaso e ogni genere di perversione, così come dimostra il sequestro di numerosi attrezzi «utili» per queste pratiche.
Lo hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di San Paolo che hanno sequestrato l'appartamento e denunciato la locataria, una donna di 25 anni. Sono stati anche trovati i libri contabili dell'attività.
L'appartamento era suddiviso in «stanze tematiche»: «medical», dove i clienti si facevano sottoporre a ogni tipo di terapia da dottoresse improvvisate; «medievale» con un vasto assortimento di fruste, catene, borchie, lacci, una gogna in pieno stile tortura e una croce a muro.
L' inchiesta è nata dopo le segnalazioni fatte da alcuni abitanti dello stabile di via Lagrange, dove si svolgevano le pratiche sadomasochiste.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di San Carlo, la proprietaria del falso centro estetico applicava tariffe per le prestazioni sessuali che variavano dai 100 ai 250 euro. Lei intascava il 50% del compenso. I clienti appartenevano alle più diverse categorie sociali: dall’insegnante al libero professionista, dall’impiegato di banca all’artista. In linea di massima, coloro che richiedevano le pratiche sadomasochiste avevano un’età superiore ai 55 anni.
La donna indagata gestiva il giro di prostituzione con due ragazze italiane ventenni. I clienti venivano reclutati attraverso annunci su un giornale torinese e attraverso un sito internet che mostrava anche le foto dell’interno dell’appartamento per far capire ai clienti il tipo di pratiche che venivano eseguite.
Il blitz dei carabinieri è scattato poco prima di capodanno e, all’interno dei locali, sono state trovate due «massaggiatrici» impegnate con altrettanti clienti. Mentre era in atto l’operazione, un terzo cliente ha suonato alla porta dell’alloggio, ma ad aprire è stato un carabiniere in divisa. Nel falso centro estetico c’era ogni oggetto per soddisfare le perversioni dei clienti. Sono state sequestrate anche diverse agende ritenute dai carabinieri veri e propri libri contabili dell’attività che secondo i militari andava avanti almeno da un anno.