Una Casa della cultura italiana a Zara

La sede inaugurata dal ministro Giovanardi. Nella città dalmata vivono 300 nostri connazionali

da Zara

La buona volontà talvolta prevale. Nonostante le divergenze tra Roma e Zagabria sui risarcimenti e i rapporti con gli esuli dell’Istria e della Dalmazia (tornate recentemente di attualità con una dichiarazione del presidente croato Stipe Mesic), a Zara si è avuta una dimostrazione di come le relazioni italo-croate possano svilupparsi positivamente: è stata inaugurata la Casa della cultura italiana. Per la cerimonia è arrivato venerdì il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, che ieri è tornato a Roma. A conclusione della visita, Giovanardi si è recato al museo nazionale e ha deposto corone d'alloro per onorare ii caduti della «guerra patriottica».
«Una visita importante, non solo - ha commentato il ministro - per la minoranza di lingua italiana, ma per l'intera città zaratina che proprio dalle minoranze deve trarre slancio e nuova linfa per il suo sviluppo». All’inaugurazione della sede della comunità dei nostri connazionali hanno partecipato anche le autorità locali. Per Furio Radin, unico deputato croato di lingua italiana al Sabor (Parlamento) di Zagabria, «l'inaugurazione della Casa della cultura italiana di Zara è un fatto storico». Secondo Radin, infatti, «questa struttura darà voce alla comunità composta da circa 300 croati di lingua italiana, e nello stesso tempo, testimonia dell'italianità di queste terre. L'Italia - ha aggiunto Radin - ha scritto una pagina importante in Dalmazia e l'inaugurazione di questa struttura significa che l'italianità è una componente importante per questo Paese».
Rina Villani, presidente della comunità italiana di Zara, ha ringraziato il comune croato per la collaborazione e ha chiesto aiuti per potere aprire al più presto un asilo in cui si parli la lingua di Dante.