Casa d'accoglienza per padri divorziati A Rho i Frati Oblati offrono 15 letti

Sempre di più i padri di famiglia che da un giorno con l'altro si ritrovano senza più un tetto sotto sui stare. Spesso tornano dai genitori o vivono in auto. Ma da oggi i Padri Oblati di Rho offrono 15 posti letto a soli 200 euro al mese

Rho (MI) - Una casa per accogliere i padri separati, che il fallimento del matrimonio ha fatto precipitare sotto la soglia di povertà. È il progetto promosso dalla Provincia di Milano, in collaborazione con il Collegio dei Padri Oblati Missionari di Rho (Milano), che a partire da maggio metteranno a disposizione 15 stanze in cui i papà separati potranno restare per un periodo di 8-12 mesi, pagando un canone mensile calmierato di 200 euro. "È un modo per andare incontro a chi, oltre al trauma dovuto alla fine della relazione affettiva con la moglie e l’allontanamento dai propri figli, deve affrontare una grave situazione di difficoltà economica" spiega Massimo Pagani, assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Milano, che finanzierà quello che è il primo esperimento del genere in Lombardia versando 50mila euro, cifra con cui verrà coperto l’intero importo dell’affitto, attorno ai 600 euro mensili. "Si tratta di un primo passo che speriamo di poter estendere ad altre zone della Provincia e della Regione" ha auspicato Pagani.

Situazione divorzi Soltanto a Milano, nel 2008 le separazioni sono state 2074, contro i circa 4000 matrimoni. Oltre ad una soluzione residenziale, ai padri separati verrà offerto sostegno psicologico e un percorso che punta al recupero della loro genitorialità. "Vogliamo offrire ai papà la possibilita di rimettersi in carreggiata, dando loro un posto per incontrare e trascorrere del tempo con i propri figli" spiega Massimo Pagani, che non nasconde l’ispirazione cristiana del progetto, precisando la massima apertura nei confronti di proposte provenienti da realtà non legate a valori religiosi. "È un inizio, un tentativo di risolvere un problema che dura da 30 anni" ha detto Ernesto Emanuele, presidente nazionale dell’associazione Famiglie Separate Cristiane, cui è stato affidato il coordinamento dell’iniziativa. "Ogni giorno riceviamo una decina di richieste d’aiuto di padri che da un giorno all’altro si ritrovano in strada, costretti a dormire in macchina, o ospiti dei genitori, senza alcun spazio per continuare a vivere il proprio rapporto con i figli" racconta Emanuele. Si tratta per il 70% di "separazioni di fatto" di coppie non legate da vincolo matrimoniale e in cui il capofamiglia ha un reddito mensile attorno ai 1200 euro.

La religione "L’aspetto religioso sarà uno dei criteri per l’assegnazione delle camere e ne terremo conto per una ragione, perchè chiederemo a chi sarà ospitato di firmare un regolamento della casa, che è il Collegio dei Padri oblati. Quindi è chiaro che ci saranno caratterizzazioni che tengono conto dell’orientamento religioso". Lo ha detto l’assessore provinciale alla Politiche sociali, Massimo Pagani, a proposito dei criteri che verranno seguiti per l’assegnazione ai padri separati in difficoltà di 15 camere presso la struttura dei Padri oblati, a Rho, nell’ambito del progetto "Casa dei genitori separati". "La nostra idea è quella di collaborare con le associazioni e gli enti che vorranno sviluppare progetti analoghi, associazione anche diverse e prettamente laiche -ha specificato Pagani- situazioni nelle quali le associazioni, come in questo caso i padri oblati, costruiscono un progetto per dare una mano a queste fragilità mettendo a disposizione degli spazi e lavorando con la Provincia per garantire una serie di servizi sociali di supporto".