«La Casa delle libertà avrà tre candidati»

Marcello Viaggio

Saranno tre i candidati a sindaco per la Cdl. È Giampaolo Sodano, coordinatore romano di Forza Italia, ad annunciare per la prossima settimana il vertice azzurro. Una no stop da cui dovrebbe uscire l’indicazione sul terzo nome. Quello di Forza Italia.
È successo tutto in 24 ore. Lunedì mattina Forza Italia dice no alle primarie. Baccini e Alemanno replicano che andranno avanti ciascuno per la sua strada. Il giorno seguente Sodano, letta la risposta inequivocabile dei due ministri di An e Udc, afferma sicuro: «Baccini e Alemanno? Entrambi cercano posizioni di leadership nei propri partiti. È la ragione principale della loro discesa in campo, non c’è speranza di farli tornare indietro». È uno scenario complesso, per ora di segno opposto a quello nazionale. L’attacco a «tre punte» va bene per le politiche, l’attacco a «due punte» per il Campidoglio è un’altra cosa. Il modulo di gioco non va bene. Sodano non ha dubbi: «Per come si stanno mettendo le cose, non c’è alternativa. Inutile illudersi su accordi in extremis. Saremo costretti a mettere in pista il terzo candidato, quello di Forza Italia. Ci riuniremo la prossima settimana e vedremo. I nomi possibili? Li farei, se fra di noi ne avessimo cominciati a fare. Quelli usciti finora sono titoli inventati dai quotidiani».
Ma perché il meccanismo che ha portato Baccini e Alemanno a rompere gli indugi non si può più fermare? «S’è innescato un processo di competizione nella coalizione - spiega Sodano -. Indietro non si torna». Quanto alle ragioni di fondo, «come sempre in politica, ogni medaglia ha più facce - incalza -. Quale obiettivo perseguono Alemanno e Baccini? Ritengo soprattutto un obiettivo interno. Cioè l’egemonia del proprio gruppo, oltre che di sé stessi, in An e Udc. Il secondo obiettivo è misurare i rapporti di forza tra i partiti della Cdl, per vedere quale partito può assumere la guida della coalizione». Sodano non ha dubbi che la nuova legge elettorale per le politiche abbia cambiato le carte in tavola anche per le comunali. «Con il proporzionale senza preferenze - spiega -, il voto di lista diventa fondamentale per misurare la propria forza. Non tanto verso gli avversari, quanto nella coalizione». La campagna elettorale per il Campidoglio peserà insomma anche sulle politiche. «Neanche all’inizio d’autunno arrivavano segnali positivi. Le decisioni prese adesso da An e Udc sono state accelerate, forzate direi, dall’approvazione alla Camera della legge elettorale».
Il proporzionale, intanto, apre falle nell’Unione. Gasbarra è nervoso, la Margherita divisa, gli assessori di Veltroni non parlano più liberamente. «C’è anche Rifondazione - ricorda Sodano -, che ha detto no alla legge urbanistica. Veltroni, d’altra parte, si comporta come un Re sole. A sinistra non lascia spazio a nessuno. Sarà una competizione fra la Cdl e lui». La Dc di Cutrufo sembra definitivamente guadagnata al centrodestra. Resta in bilico il Nuovo Psi. «Lo vedo come un partito che non riesce a trovare la sua strada. Il Psi è stato per 50 anni una realtà importante del Paese, un caposaldo, ora è ridotto all’un per cento. La dice lunga sulla irresponsabilità della classe dirigente che l’ha ridotto in questo stato».
Venerdì prossimo Forza Italia terrà la conferenza organizzativa dei quadri e degli eletti a Roma e provincia. Parteciperanno consiglieri comunali, municipali, parlamentari eletti nei collegi romani, sindaci e amministratori dell’hinterland. A presiedere la conferenza Giampaolo Sodano, Beatrice Lorenzin, Giorgio Simeoni e Alfredo Antoniozzi.