La Casa delle libertà insorge «Questo è spaccio di Stato»

Andrea Muccioli, leader della comunità di San Patrignano: «La distribuzione controllata ha come unico effetto di lasciare gli individui prigionieri degli stupefacenti»

da Roma

Ma il ministro si è fatto una canna? A porsi la domanda (non proprio originalissima) è l’Udc Luca Volontè, allarmatissimo dalle proposte di Paolo Ferrero: «Vuole introdurre la licenza di spaccio e magari affidarla al finanziamento dei Centri Sociali? Oppure è sotto l'effetto di cannabis per sperimentare le cure annunciate dalla Turco?». Di qui l’accorato appello al premier: «Prodi intervenga presto: esca dal silenzio pietrificato e dica la sua».
Ma è tutta la Cdl ad insorgere, con grande sdegno, all’idea che anche in Italia vengano istituite le cosiddette «stanze del buco», che già funzionano in molti Paesi europei. «Nessuna folkloristica ipotesi del genere è prevista o ammessa dalla legge Fini-Giovanardi», avverte Maurizio Gasparri di An. «Si tratterebbe di una scelta sbagliata, che non può essere annunciata senza affrontare un immediato confronto parlamentare». E il portavoce del partito Andrea Ronchi: «Vorremmo sapere cosa ne pensano Rutelli e tutti i cattolici dell’Unione, ma in questo momento il loro silenzio è quantomeno imbarazzante». L’azzurro Francesco Giro è invece particolarmente colpito dalle dichiarazioni di Ferrero a proposito della diffusione della cocaina «anche tra i politici», e intima: «Il ministro smentisca subito le sue dichiarazioni e chieda scusa a Francesco Storace. Sostenere che la cocaina è diffusa fra i politici, e che ciò sarebbe dimostrato anche dalle tabelle dell'ex ministro della Salute Storace, a suo dire permissive, è ignobile ed è falso». Il co-titolare della legge sotto accusa, Carlo Giovanardi, denuncia che la cauta apertura di Ferrero alla linea della riduzione del danno finirà invece per provocare «danni irreparabili dal punto di vista culturale, indicando ai giovani la droga, leggera o pesante che sia, non come un pericolo mortale, ma come qualcosa con la quale sia possibile convivere». Ferrero, secondo Giovanardi, «tenta di colpire al cuore i capisaldi della politica antidroga».
Durissimo anche l'ex sottosegretario all'interno, Alfredo Mantovano, tra gli ispiratori della legge Fini-Giovanardi: «Ferrero propone lo spaccio di Stato, il suo sforzo è di far sì che lo Stato, o le Regioni, tramite le Asl, diventino spacciatori, che la droga si diffonda, che i buchi si moltiplichino». Una catastrofe, insomma. Per l’ex ministro del Welfare Maroni, quella di Ferrero è un’uscita «incredibile», che «va verso la droga libera per tutti, smentisce la politica europea di contrasto perseguita dal ministero del Welfare e dal governo Berlusconi in questi anni». La Lega, annuncia, «si impegna fin d'ora ad ostacolare questo ed altri progetti mirati ad abbassare il livello di contrasto alla diffusione di qualsiasi tipo di droga». Non manca neppure l’epitaffio di Andrea Muccioli di San Patrignano: «La distribuzione controllata d'eroina ha un solo risultato: cronicizzare la dipendenza degli individui, lasciandoli prigionieri della droga».