Casa dello studente, quartiere in rivolta: un mostro di 16 piani

Comitati contro il progetto del nuovo ostello universitario: "Affitti troppo alti, sarà un’inutile colata di cemento". Circa 800 euro per un posto letto, più del doppio di quanto pagano oggi i giovani

Un campanello fumante quello in mano al presidente del Consiglio di zona 3 Pietro Viola, giovedì sera, più volte costretto ad intervenire per richiamare all’ordine il pubblico durante un’accesa seduta del parlamentino di zona. Una riunione di Consiglio che ha fatto il tutto esaurito degli spalti destinati alla cittadinanza intervenuta in massa per tentare di bloccare il progetto per la realizzazione della residenza universitaria in via Botticelli all’esame degli amministratori locali. Dissenso e proteste urlate a gran voce all’indirizzo dei consiglieri di maggioranza che al termine della seduta hanno votato compatti l’approvazione del progetto: 21 i voti a favore, 15 i contrari arrivati direttamente dal blocco dell’opposizione e dalla Lega che ha raccolto consensi e strappato applausi durante gli interventi di parere contrario. Fortemente appoggiati anche dal capo del Carroccio di Palazzo Marino, Matteo Salvini che ha ribadito: «È un progetto che favorisce l’interesse dei privati e non quello dei cittadini, studenti compresi. In Consiglio comunale ci batteremo perché il progetto non passi».
Una vicenda lunga, quella del progetto della residenza universitaria, che si trascina dal giugno del 2008, quando l’ex istituto di arti grafiche della Rizzoli veniva venduto ad un privato che annunciava la realizzazione di alloggi per studenti e il progetto preliminare approvato dalla commissione Edilizia del Comune. A sostituire il vecchio edificio sarebbe intervenuta la costruzione di un palazzo di 16 piani per un totale di 524 mini alloggi (17 metri quadri) destinati principalmente agli studenti del Politecnico, più 4 piani interrati ad uso parcheggio con 151 posti auto e un auditorium.
Un progetto che, dietro la maschera di servizio di pubblica utilità, secondo il comitato di residenti nasconde invece una natura squisitamente speculativa. «Si tratta solo di un’ennesima colata di cemento - sbottano i residenti -, un enorme grattacielo che deturperebbe il quartiere e non fornirebbe nessun servizio utile».
Secondo le prime indiscrezioni, il costo di un posto letto nella nuova residenza universitaria si aggirerebbe intorno agli 800 euro. Una richiesta eccessiva che, se dovesse rivelarsi corretta, non incontrerebbe il favore degli stessi studenti. Secondo i risultati di un questionario, redatto e preparato da alcuni studenti della Bocconi, della Cattolica, del Politecnico e della Statale e somministrato a 150 universitari del Politecnico e dell’Università Statale il prezzo di mercato pagato attualmente per posto letto dagli studenti si aggira intorno ai 350 euro e la cifra massima che uno studente sarebbe disposto a spendere per il mini alloggio non supera i 450 euro: «Stando ai risultati del questionario anche se ancora parziali - spiega Guido Zichichi, studente della Bocconi e promotore dell’iniziativa - se la nuova residenza universitaria dovesse mantenere i prezzi annunciati significherebbe che è fuori mercato e che interesserà solo il 10% degli studenti fuorisede, quelli con più possibilità economiche».
A gettare ancora ombre sulla pubblica utilità del progetto la posizione della prima università chiamata in causa per stipulare convenzioni (nella misura del 10% sul totale degli alloggi) per i propri studenti: il Politecnico, che si dice all’oscuro dell’iniziativa e non ancora interpellato per la stipula di eventuali convenzioni. Stesso discorso vale per la Statale che non ha ricevuto alcuna comunicazione in merito.
Elementi chiave questi che in mano al comitato di residenti, insieme al parere di merito dei tecnici di zona sulla valutazione del progetto - chiamatisi fuori dal formulare un giudizio in quanto mancanti le tavole delle verifiche regolamentari - si sono trasformati in ulteriori armi di protesta e che hanno indotto i consiglieri del parlamentino ad aggiustare il tiro chiedendo l’integrazione di alcuni elementi. Tra i quali: l’abbassamento del canone di locazione, la realizzazione di una palestra, una piscina e due campi da calcio fruibili anche dalla cittadinanza e a scomputo oneri il rifacimento dei piazza Leonardo. Una scelta che non ha convinto i residenti, già pronti alle barricate e a presentare, manco a dirlo, un ricorso al Tar.