Una «casa famiglia» per i non vedenti

Salottini, divani, paralumi, tappeti, una cucina domotica all'avanguardia, letti regolabili elettricamente, qualificati assistenti e operatori. Più che una struttura sanitaria la «Giostra» è una casa famiglia, calda, accogliente, dove saranno ospitati 17 pluridisabili visivi.
La nuova struttura è stata presentata ieri mattina all'istituto David Chiossone di corso Armellini dal presidente Claudio Cassinelli, dal direttore Sergio Rossetti, dall'assessore provinciale Giulio Torti, dal vicepresidente di Fondazione Carige Pierluigi Vinai e dal rappresentante della Compagnia di San Paolo Lorenzo Caselli. La «Giostra» sarà inaugurata domani alle 11,30 con le autorità cittadine e il taglio del nastro. Domenica invece ci sarà la grande festa aperta al pubblico con la fanfara dei parà della Folgore che partirà alle 10,30 da Spianata castelletto e arriverà poco dopo nella sede di corso Armellini. La direzione preparerà un piccolo banchetto con friscieu e bevande. Alle 16 presso il Teatro della Tosse è in programma lo spettacolo di beneficenza Alì Babà con i burattini. Il ricavato sarà devoluto all'istituto genovese.
La struttura, di circa 1000 metri quadrati, è costata un milione di euro. Regione, Comune, Fondazione Carige, Compagnia di San Paolo, Rotary e molti privati hanno coperto il 90 per cento dei costi. È stata realizzata, a tempo di record, dall'architetto Bruno Vian e dall'impresa edile dei fratelli Diambri.
L'obiettivo del Chiossone è di ricreare nell'ambiente della casa famiglia un contesto non ospedaliero, una situazione di accoglienza e integrazione sociale. La «vita» quotidiana della Giostra sarà accompagnata da attività di riabilitazione, di laboratorio creativo, di socializzazione. La Giostra completa l'articolata struttura che l'istituto genovese, all'avanguardia a livello internazionale, ha dislocato sul territorio per soddisfare le esigenze legate alle differenti forme di disabilità visiva in tutte le fasi attraversate dai non vedenti e ipovedenti.