Casa di Goethe Van Rohden il «romano»

Johann Martin von Rohden era nato in Germania, a Kassel, ma aveva scelto Roma come città d’adozione, tanto da viverci a lungo. E nonostante le sue origini, di Roma incarnò l’anima, con la sua conversione al cattolicesimo, il suo matrimonio con Caterina Coccanari, figlia dell’oste della Locanda della Sibilla a Tivoli, con quel suo spirito compagnone e allegro che lo rese famoso non tanto per la sua arte quanto per la capacità di raccontare storie e aneddoti che gli valse da parte degli amici del Caffè di via Sistina il soprannome di «Lüg Rohden» (Rohden il bugiardo). Ora il pittore torna a Roma con una mostra. Alla Casa di Goethe fino al 21 giugno, «Da Kassel alla campagna romana. Johann Martin von Rohden (1778-1868)» è un omaggio a uno dei più significativi paesaggisti della prima metà dell’Ottocento. Sono esposte le raffigurazioni dettagliate dei dintorni di Roma e Napoli, alcuni paesaggi ideali, un totale di undici dipinti e circa venti disegni e un ritratto dell’artista firmato da Franz Nadorp. Sin dall’inizio Rohden è attratto dai dintorni di Roma; dalla campagna, da Tivoli, Albano, Genzano, Ariccia, Olevano. E a queste zone rimarrà fedele per tutta la vita. Perfetta messa in scena della natura, il paesaggio secondo Rohden è un gioco di diverse profondità spaziali, di alternarsi di rocce coperte da cespugli e piante, un gioco di luci e ombre per valorizzare la ricca vegetazione. Il cuore della mostra, però, è racchiuso nella sala che accoglie i quattro paesaggi italiani di grande formato dedicati alle quattro fasi del giorno. Realizzato nell’arco di dieci anni, dal 1829 al 1839, per il principe elettore Wilhelm II von Hessen-Kassel (che volle così sostituire le quattro fasi del giorno di Claude Lorrain, trafugate durante l’occupazione francese e conservate oggi nell'Ermitage di San Pietroburgo), il ciclo è considerato come il capolavoro maturo del pittore: si va dal mattino di «Paesaggio italiano con coppia di amanti» al mezzogiorno di quello con pellegrini e pastori, dal meriggio di «Paesaggio italiano con due pellegrini» fino alla sera del paesaggio al tramonto.