«Casa Letizia, occhi aperti sulla città»

«Casa Letizia» cambia presidente. Marcello Di Capua lascia per occuparsi della fondazione Aem. Il nuovo «padrone di Casa» però, non è certo un estraneo. Mario Azzoni è socio fondatore e membro del direttivo fin dall’inizio.
Allora Azzoni, cos’è oggi Casa Letizia?
«Un’associazione apartitica, e tale vuol restare. Un luogo di ascolto della città, di promozione della cultura. Vogliamo aprirci ai milanesi, ascoltare le loro domande».
Oggi vanno molto di moda le fondazioni tra i politici...
«Mi rendo conto che noi portiamo il nome del sindaco, e che mancano pochi mesi alle elezioni, ma questi due binari, quello della politica e quello dell’attività culturale e sociale, vanno paralleli, non si incontrano. Noi vogliamo occuparci di idee».
Che iniziative avete in mente?
«Per esempio l’associazione di recente ha presentato il libro di Gaetano Quagliarello. Io sono presidente da pochi giorni, ma faremo un’asta di opere di giovani artisti per finanziare un progetto di riqualificazione urbana. E abbiamo solo rinviato per ragioni organizzative l’idea della catena umana da record, l’abbraccio al Duomo di Milano».
A proposito, avrete sentito l’appello del cardinale per un impegno collettivo diretto a salvare la cattedrale. Cosa si può fare?
«La nostra associazione non ha i mezzi per intervenire direttamente. Ma l’appello del cardinale è giusto e dovuto, e faremo il possibile come opera di sensibilizzazione».
Lei ha una sua storia politica?
«Lontanissima. Ero arrivato a Milano da appena un mese, 25 anni fa, e fui candidato dal Partito Socialdemocratico alle elezioni politiche. Presi 900 voti in città, e 800 fra Sondrio, Varese e Como. Poi basta».
Lei è conosciuto per la sua professione, che suscita curiosità...
«Mi rendo conto che può suscitare anche perplessità, ma il mio lavoro non c’entra niente con questo incarico. Comunque io mi occupo di bio energia, me ne occupo da 30 anni in piena coscienza, in tre centri, e sul mio sito spiego bene che non faccio miracoli né cose strane. Non mi occupo di questioni cliniche e chi pensa di trovare cose del genere è bene che non mi cerchi proprio».
Perché è stato scelto?
«Con la signora Moratti e la sua famiglia ho un rapporto di fiducia e amicizia che dura da 25 anni».
Come vede la sua candidatura oggi?
«Mi pare una delle persone che a Milano non può essere messa in discussione quanto a integrità morale e personale. Io conosco la sua capacità, la sua disponibilità. Certo sappiamo quanto sia faticoso e laborioso il mestiere di sindaco e forse...».
Forse?
«La Moratti è sempre stata molto presente e attiva, ma forse all’inizio lo si raccontava meno. La percezione era quella di una gran signora, ma anche di un certo distacco. Oggi si percepisce meglio com’è davvero e cosa fa».