La casa a luci rosse «batte» il centro sociale della sinistra

Per bocciare la proposta della Lega la maggioranza fa saltare anche quella di Rifondazione

La sinistra si batte da sola sull’occupazione del centro sociale «Terra di Nessuno». Alla circoscrizione Centro Est doveva essere la serata degli sberleffi alla Lega, ad An e al centrodestra che cercavano altre soluzioni al problema dei locali presi in consegna senza pagare alcun canone dai giovani autonomi. E invece non è passato proprio l’ordine del giorno proposto da Rifondazione Comunista che voleva esaltare il ruolo di questi ragazzi decsritti come gli unici baluardi di vitalità e rinascita delle più disagiate del quartiere e di via Bianco in particolare. È finita con la maggioranza di centro sinistra che cade nel suo stesso giochetto.
L’argomento più caldo all’ordine del giorno dell’assemblea era quello presentato da Guglielmo Bonanno della Lega Nord che, per denunciare l’occupazione dei locali di via Bianco 1 (di proprietà della circoscrizione e occupati dal Terra di Nessuno), aveva provocatoriamente proposto la realizzazione nello stesso stabile di un centro di assistenza spirituale e sanitario alle prostitute e anche un luogo dove consentire sotto controllo lo stesso esercizio del meretricio, in modo da strappare le ragazze alla schiavitù del racket. Una proposta-choc che era stata contrastata persino da un contro ordine del giorno presentato da Milena Pizzolo, di An, e che aveva indotto lo stesso Bonanno a ritirare la seconda parte della proposta, limitando la stessa all’apertura di un centro di assistenza alle prostitute.
In sala c’erano molti cittadini e una rappresentanza del cnetro sociale Terra di Nessuno. La strategia della maggioranza è stata quella di tirare la questione per le lunghe, in modo da far desistere il più possibile gli «spettatori». Se i ragazzi del Terra di Nessuno hanno confermato la loro situazione di abusivato, dicendosi al limite disponibili a sanare la questione, altri residenti hanno lamentato i problemi che il centro sociale provoca all’ordine pubblico e alla tranquillità della zona. Comunque il centro sinistra ha bocciato senza appello e senza neppure accettare il confronto su eventuali emendamenti, sia l’ordine del giorno della Lega, sia quello di an che sosteneva l’esatto contrario. La maggioranza del presidente Giuliano Bellezza è riuscita così a votare una cosa e il suo opposto. «Ma il loro mobbing politico - ironizza Milena Pizzolo - ha finito per ritorcersi contro di loro. Con tutta l’opposizione eravamo persino disposti a votare la proposta di Rifondazione purché depurata da quell’elogio assurdo al centro sociale. Hanno preferito sfidarci con la loro arroganza, e così, all’1.30, Luciano Gandini di Forza Italia, Guglielmo Bonanno della Lega e io di an siamo usciti dall’aula ed è mancato il numero legale. Così l’ordine del giorno di Rifondazione non è stato approzato».