La casa nell’hinterland costa più che in città

"Sorpresa" del mercato immobiliare: a Segrate appartamenti a 380mila euro contro i 280mila euro di piazza Carbonari

Siete oppressi dallo smog e dall’inquinamento di Milano? Volete fuggire dal caos e dal traffico meneghino? Sognate un bell’appartamento in qualche Comune dell’hinterland milanese? Bene, preparatevi a «scucire» un bel po’ di soldi. Molto probabilmente più di quanto vi servirebbe per accasarvi a Milano. Perché, oggigiorno, comprare casa in periferia costa più che in centro città. Sembra un paradosso, eppure è quanto emerso dall’«Undicesimo rapporto sul mercato immobiliare lombardo» di Ance Lombardia e Scenari Immobiliari. Basta sfogliare il rapporto fino a pagina 110 e strabuzzare gli occhi. A Cernusco sul Naviglio, per un appartamento nuovo di circa 100 metri quadrati in zone di pregio della città, si può arrivare a spendere fino a 3.800 euro al metro quadrato. E anche in altri numerosi comuni dell’hinterland, il costo del mattone supera abbondantemente i 6 milioni delle vecchie lire: volete prendere casa a Rho, dove sorge la nuova fiera? Preparatevi a spendere fino 3.700 euro al metro quadrato. Viaggio tra la «ricca» periferia milanese che prosegue attraverso i 3.800 euro al metro quadro di San Donato Milanese e Segrate, i 3.550 euro di Settimo Milanese, i 3.350 euro di Sesto San Giovanni. Per finire con i 3.200 euro di Bollate, che dista, cronometro alla mano, soltanto 18 minuti di treno dalla centralissima stazione di Cadorna.
Se invece preferite restare a Milano e vi accontentate di un appartamento all’esterno della Cerchia dei Bastioni, potreste trovare soluzioni decisamente più «a buon prezzo». Per un’abitazione in piazza Carbonari potreste cavarvela con sole 2.800 euro al metro quadro; così come in zona Niguarda (2.600 euro), Forlanini-Mecenate (2.500 euro) e Bovisa (2.600 euro).
«Il motivo di questa disparità di prezzi - spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari - è da ricercarsi nella differente qualità degli immobili: molte delle abitazioni fuori dal capoluogo sono state realizzate con standard qualitativi di alto livello». Ben altra cosa rispetto alle condizioni di alcuni immobili di Milano, vecchi di cinquant’anni. «La qualità di uno stabile di recente costruzione in periferia - prosegue Breglia - può essere benissimo paragonata a quella di abitazioni in zone semi-centrali di Milano».
Ma quale futuro attende il mercato immobiliare milanese? «Quanti si aspettavano che il 2007 avrebbe coinciso con l'ingresso del mercato immobiliare lombardo in una fase recessiva - spiega Luigi Colombo, presidente di Ance Lombardia - dovranno, a quanto pare, ricredersi. I dati che emergono smentiscono le proiezioni negative di fine 2006: si prevede che il 2008 vedrà un consolidamento dei ritmi di crescita della principale piazza immobiliare italiana. Le sfide che accompagneranno il settore edile nei prossimi anni richiedono fin d'ora uno sforzo, da parte di tutti i soggetti operanti nella filiera, finalizzato al raccordo e al coordinamento delle strategie per l'avvio di un solido mercato dell'edilizia sostenibile».