Casa An, opposizione alla richiesta di archiviare: "La truffa? C'è stata. Indagare anche su Tulliani"

Il caso Montecarlo non è chiuso. Buonasorte, consigliere de La Destra, e l'avvocato Di Andrea hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione: "Abbiamo indicato artifici e raggiri". Poi la richiesta: "Indagare non solo Fini e Pontone, ma anche Lamorte e Giancarlo Tulliani"

Roma - Il caso Montecarlo non è chiuso. Non ancora. È stata depositata oggi in tribunale l’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla procura della Repubblica del tribunale di Roma sulla vicenda della casa di Montecarlo ereditata da Alleanza Nazionale. Lo comunica in una nota il consigliere regionale de La Destra, Roberto Buonasorte, e l’avvocato Marco Di Andrea già autori della denuncia. "Con tutto il rispetto per la magistratura - si legge nella nota - gli opponenti non possono condividere la tesi secondo cui la procura non ravviserebbe nei fatti denunciati la ricorrenza di artifici e raggiri. In 63 pagine di opposizione - continuano gli esponenti de La Destra di Storace - abbiamo voluto indicare alla procura di Roma dove andrebbero individuati gli artifici e i raggiri, e si è tra l’altro chiesto di archiviare il reato di truffa per il solo senatore Pontone in quanto sarebbe lui stesso vittima di artifici e raggiri".

Indagare anche Lamorte e Tulliani "Si è invece chiesto - concludono Buonasorte e Di Andrea - di contestare al segretario amministrativo Pontone il reato di false dichiarazioni al Pm e di favoreggiamento, nonché di contestare, oltre che per il presidente della Camera Gianfranco Fini, già indagato per il reato di truffa aggravata, anche per Donato Lamorte e Giancarlo Tulliani per il reato di concorso in truffa".