Casa Paganini sfratta i violinisti

«Casa Paganini. Vietato l'ingresso ai violinisti». Potrebbe essere una di quelle etichette che si trovano talvolta sui portoni e che di solito allontanano questuanti e venditori ambulanti. Suona paradossale, ma in sostanza pare sia proprio così: gli «Amici di Paganini», associazione nata con l'intento di promuovere lo studio della figura del nostro grande violinista, sono costretti a lasciare la propria sede - Casa Paganini, appunto, in Piazza S. Maria in Passione - e trasferirsi con armi, bagagli e pianoforte in spalla a Palazzo del Principe per la prossima (e le successive) stagione concertistica.
Il Comitato Artistico della Casa ha approvato soltanto 4 concerti dei 13 presentati dall'associazione e cancellato tre manifestazioni programmate, escludendo persino il concerto del vincitore del prossimo e imminente Premio Paganini. Motivazioni? «Salvaguardare la destinazione del sito ed evitarne la monopolizzazione da parte di un'unica associazione».
Casa Paganini non sarebbe insomma una sala da concerti in senso classico (nonostante l'acustica eccezionale), quindi è impossibile approvare una stagione artistica intera. Ma cosa si fa a Casa Paganini così intensamente da non permettere che si svolgano regolari (e apprezzatissime fino ad oggi) serate musicali? «Casa Paganini - spiega Enrico Volpato, presidente dell'associazione - è un centro di ricerche e sperimentazione musicale e come tale ha dei precisi programmi ed indirizzi da seguire. Noi però non abbiamo mai rifiutato di realizzare il nostro cartellone sulla base di queste esigenze, anzi, tante volte ci siamo allontanati dal nostro percorso paganiniano per dar spazio al "nuovo" in musica. Per non parlare dell'accoglienza che abbiamo riservato a cittadini e turisti con le visite guidate a questo splendido Sito Monumentale. Figuriamoci se il nostro è stato un tentativo di spadroneggiare! Vorremmo almeno che ci riconoscessero l'impegno e la dedizione profusi, tutto qui. Invece, prima ci hanno tolto i concerti della domenica mattina, adesso ci fanno capire di essere di troppo. Siamo davvero mortificati».
Quindi la Casa di paganiniano avrebbe ormai soltanto il nome, visto che la musica praticata si limiterebbe alle nuove frontiere del digitale, lasciando fuori quasi del tutto la tradizione: diciamocelo, sì che Paganini è stato uno dei più grandi innovatori, ma senza la conoscenza e la tecnica del passato non sarebbe stato il genio che noi tutti conosciamo. Largo alle nuove frontiere, nulla da dire, ma almeno non dimentichiamoci della nostra incancellabile cultura musicale.
Povero Paganini, prima gli hanno demolito la casa in Vico Gattamora, ora lo sfrattano anche dalla sua nuova abitazione; sembra che i genovesi non gli vogliano granché bene. Meno male che ci sono gli «Amici», che non si danno per vinti e che proseguono imperterriti il proprio cammino, annunciando per il momento l'inizio della stagione (1 novembre) nella Sala degli Argenti dello splendido Palazzo del Principe con il concerto di Salvatore Accardo eseguito sull'immortale «cannone». Che altro dire? Sperare in un ravvedimento del comitato artistico? Difficile il compromesso e il ritorno in zona Castello: lo sanno tutti, Paganini (con i suoi «Amici») non ripete.