Casa popolare gratis e milioni sul conto corrente

I carabinieri scoprono il tesoro degli zingari, latitanti per i magistrati ma assistiti dal Comune

(...) È quanto hanno appurato i carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale nel corso delle indagini sui furti di autoarticolati nelle aree portuali genovesi. L’operazione, denominata «Fast Cargo» aveva portato nei mesi scorsi all’arresto di 35 persone in flagranza di reato e altre 40 su ordinanza di custodia cautelare emesse dal Gip del tribunale di Genova, Tortona, Torino, Cuneo, Piacenza, Milano, La Spezia. Ma all’arresto dello scorso 7 maggio sono sfuggiti sei zingari della famiglia Halilovic, tra i quali due figli e altri parenti conviventi della cosiddetta «regina» dei nomadi, l’unica a non essere formalmente indagata dai militari. La donna attualmente vive in un alloggio popolare ottenuto dal Comune di Genova in seguito allo sgombero del campo nomadi di via dei Pescatori concluso la scorsa estate. É sposata civilmente con un pregiudicato genovese al quale erano intestati 40 automobili (e diversi camper) ovviamente rubati. Ma non basta. Perchè nel corso delle indagini i militari sono riusciti a sequestrare anche 200mila euro presenti in diversi conti correnti degli uffici postali di piazza Rossetti alla Foce (ma tu guarda?)e Bolzaneto. Le altre somme di denaro venivano prelevate nel giro di un paio di giorni, con l’utilizzo di documenti falsi, da altri nomadi somiglianti a quelli ricercati, prima che il sequestro disposto dai giudici diventasse operativo.
Lo stesso stratagemma fu utilizzato in passato dal padre di uno dei ricercati che per non scontare un periodo di detenzione da lui maturato per cumulo di pene, aveva fatto costituire a Marassi una persona a lui molto somigliante scoperta e denunciata dal comando dei carabinieri di Pegli.
Nel corso delle indagini, che hanno portato al sequestro di svariata merce rinvenuta in 23 capannoni della penisola, le manette sono scatatte ai polsi di altre tre persone: Raffaele Sarnataro, Vincenzo Campolongo e Enrico Zerlenga tutti residenti a Napoli e facenti parte di un’organizzazione di «trasfertisti» del crimine specializzati proprio nei furti di camion. Funzionava così: un autista alle dipendenze di una notta ditta di autotrasporti e trattori stradali forniva le giuste soffiate al gruppo indicando i magazzini dove posteggiare temporaneamente la merce. Con questo metodo nel 2004 erano stati rubati a Bolzaneto un semirimorchio carico di giocattoli dal valore di 30mila euro, un altro a San Benigno per il valore di 50 mila euro, un camion carico di guanti in lattice recuperato a Borzoli(25 mila euro). Sempre nel corso dell’operazione i militari sono riusciti a sventare un tentativo di furto di un semirimorchio carico di pneumatici d’ingente valore perpetrato a Viareggio il 9 dicembre 2004. E hanno recuperato tre camion al cui interno era contenuto del polietilene dal valore di 80mila euro. Infine il 13 gennaio 2005 in una ditta di torrefazione a Castelvolturno è stato recuperato dai carabinieri un semirimorchio carico di 18 tonnellate di caffè dal valore di 90mila euro rubato a Trieste il giorno prima. Gran parte di queste operazioni era andata a buon fine grazie alla fattiva collaborazione degli ex zingari di via dei Pescatori. Proprio quelli che il Comune ha sistemato nelle case di edilizia popolare. Gratis.