Casa, rifiuti, mobilità: i flop di Veltroni

Michela Giachetta

È una capitale piena di ombre, quella raccontata dai numeri del Rapporto sull’economia romana 2005-2006, redatto da Prometeia per il Comune e presentato ieri ai Musei capitolini. Comprare casa costa sempre di più, tanto che i romani, per averne una di proprietà, sono costretti a indebitarsi (e non per due delle vecchie lire). Il trasporto pubblico non gode certo di ottima salute, al punto che ne usufruisce solo il 18 per cento dei cittadini della capitale. E anche i dati sui rifiuti rivelano che difficilmente si arriverà ad avere quel 35 per cento di raccolta differenziata che porterebbe Roma al livello di molte altre città europee.
Ma andiamo con ordine, partendo dall’aumento del prodotto interno lordo della capitale, che è del +0,6 per cento. Nettamente inferiore a quello del 2004, (+4,1), ma superiore alla calma piatta che si registra a livello nazionale (l’incremento del prodotto interno lordo, in Italia, è, infatti rimasto a zero). Guardando nel dettaglio il Rapporto si osserva come fra le ombre, quella più nera sia rappresentata dall’indebitamento sempre maggiore a cui sono sottoposti i cittadini della capitale, soprattutto nel caso in cui decidano di comprare un’abitazione. Il desiderio di avere una casa di proprietà, sostenuto dal basso livello dei tassi di interesse, ha fatto salire l’indebitamento per mutui delle famiglie dagli 8,5 miliardi del 2001 ai 21 miliardi del primo trimestre 2006, con un incremento del 147,7 per cento. Questo accade anche perché comprare casa costa sempre di più: nel 2000 il valore era di 1.860 euro a mq, nel 2005 è di 3.721 euro a mq. «La difficoltà di trovare un’abitazione a misura delle proprie tasche rischia di impoverire Roma - spiega l’assessore al Bilancio, Marco Causi -. Rischiano infatti di esser espulsi dalla città, o scivolare verso forme di povertà, le famiglie del ceto medio e medio basso che non possono far fronte ai canoni “liberi” di affitto».
Ma quello dell’indebitamento non è l’unico «buco nero» dell’economia romana. I redditi delle famiglie, infatti, sono cresciuti del 3,3 per cento, ma le spese sono cresciute solo del 2,2, il dato più basso degli ultimi anni. Vi è, poi, anche il problema del traffico e della mobilità. Il 56 per cento degli spostamenti dei romani avviene utilizzando il mezzo privato, solo il 18 per cento si muove coi mezzi pubblici, il 26 per cento a piedi. Non solo. Sempre più romani, infatti, comprano un automobile, con un incremento del 7 per cento dal 2004 al 2005. Ma la crescita più rilevante è stata quella riguardante l’acquisto di motocicli, con un +156 per cento. Sostanzialmente invariato, invece, il numero di persone che usufruiscono del trasporto pubblico: si attesta intorno ai 1200 milioni.
Anche la raccolta differenziata mostra qualche difficoltà, nonostante si sia passati dagli 8,2 per cento del 2002 al 18,3 del 2005. Se, infatti, si guarda nel dettaglio la tabella riguardante questi dati, si nota come la raccolta di carta, vetro e plastica non sia aumentata negli ultimi due anni. Il che significa che in pochi utilizzano i cassonetti speciali adibiti proprio alla raccolta di quei materiali. La crescita si ottiene comunque contando la raccolta di legni e metalli, aumentata del 129 per cento dal 2004 al 2005 e dei beni durevoli dimessi (mobili e simili), che segnano un +173,6 per cento. Ma dal Rapporto emergono anche alcuni dati positivi. L’occupazione, soprattutto femminile (aumentata del 3,3 per cento fra il 2004 e il 2005) e la nascita di nuove imprese (+2,2 per cento) sono i valori che negli ultimi mesi hanno fatto marcare gli incrementi più significativi per l’economia della capitale e del suo territorio.
Molto critica An sui dati presentati ieri dal Campidoglio. «Nonostante le interpretazioni creative e fiabesche della giunta Veltroni - afferma il capogruppo in consiglio comunale Marco Marsilio - il Rapporto 2005-2006 sull’Economia romana certifica il fallimento della sinistra nei tre settori fondamentali della vita di un cittadino: casa, rifiuti e mobilità». Negativa anche la lettura di Forza Italia: «L’amministrazione comunale ha cercato di far quadrare i conti solo con l’Ici, le multe e le varie imposte», dice il capogruppo azzurro Michele Baldi. Da Forza Italia arriva però un «sì»: quello alla proposta lanciata dal sindaco Veltroni per una compartecipazione dei Comuni all’Iva prodotta nel territorio, espresso dal coordinatore laziale Francesco Giro.