Una casa a San Pietro per «Handicap dopo di noi»

Rita Smordoni

A un anno dalla sua costituzione, la fondazione «Handicap: dopo di noi», che si occupa della tutela dei giovani disabili dopo la morte dei genitori, ha finalmente trovato casa nella capitale. Una bellissima palazzina a Borgo Sant’angelo, a due passi da San Pietro, è stata messa a disposizione dall’amministrazione capitolina, che assieme all’associazione ne ha curato il restauro. L’inaugurazione della struttura è avvenuta ieri, alla presenza del sindaco Veltroni, della delegata capitolina per i problemi dell’handicap, Ileana Argentin, dell’assessore alle politiche abitative del Comune di Roma, Claudio Minelli, e del minisindaco del XVII municipio, Roberto Vernarelli. Madrina dell’evento, l’attrice Stefania Sandrelli.
Nello stesso fabbricato dove ha sede la fondazione partirà, dal primo ottobre, un progetto di avviamento alla residenzialità per 30 ragazzi con sindrome di Down. La gestione del progetto è affidata all’associazione italiana «Persone Down» e alla fondazione «Verso il futuro». Il primo cittadino ha portato gli auguri della Presidenza della Repubblica, con un messaggio di Carlo Azeglio Ciampi, mentre Ileana Argentin ha annunciato l’apertura di nuove residenze. La prima, in via Ardeatina, ospiterà 12 persone con disabilità intellettiva e relazionale e sarà dotata di un posto di emergenza. La seconda, a Settebagni, ospiterà 6 persone con diverse disabilità. Entro il 2006 la fondazione prevede di poter accogliere e assistere in progetti di residenzialità almeno 70 persone disabili.
Soddisfatto dell’iniziativa il presidente Vernarelli: «Il Comune ha ascoltato la proposta del municipio di destinare l’edificio non solo agli uffici dell’associazione, ma anche all’ospitalità dei ragazzi down». «Ben venga la realizzazione di simili progetti - ha invece affermato Rosita Torre, battagliera rappresentante del comitato di quartiere Rione Borgo e consigliere municipale, presente all’inaugurazione - auspichiamo però che il comune di Roma, con la stessa solerzia, trovi una casa decente al Centro anziani di Borgo, attualmente ospitato in una struttura fatiscente di 70 metri quadri, con mura pericolanti ed un cortile inagibile». Il centro conta 250 iscritti e confina con la sede della fondazione, ma anche con l’ennesima associazione per i diritti degli extracomunitari, a cui il sindaco Veltroni ha assegnato una sede. Sempre chiusa.