Casa, se gli inquilini sono «morosi»

(...) un po’ semplicisticamente: «Colpa dell’Udc se perdiamo a Rapallo». Forse era anche un po’ una forzatura dovuta al numero limitato di battute che ci stanno in un titolo, ma l’intervista di Scajola alla nostra Paola Setti era piena di ciccia giornalistica, di concetti forti e di Politica alta, con la P maiuscola. Del resto, fra i difetti di Claudio - che spesso gli abbiamo rimproverato da queste pagine, differenziandoci dagli agiografi in servizio permanente effettivo - non c’è certo l’ipocrisia. E, quella volta, così come spesso gli accade, aveva perfettamente ragione. Da quell’intervista, in un certo senso, è nato il feeling che ci ha visti «duettare» in una serie di interviste pubbliche da Imperia alla Spezia, da Genova a Chiavari, in tutta la scorsa campagna elettorale. Interviste vere, senza sconti, in cui io chiedevo senza filtri e lui rispondeva senza filtri. Una bellissima esperienza. Abbiamo due caratteri ruvidi e, conoscendoci, ci siamo scartavetrati e apprezzati a vicenda.
Ma torniamo all’intervista. Adolfo la prese malissimo. Telefonò, chiese di replicare a Scajola e disse: «Il vero titolo è “Colpa di Forza Italia se perdiamo a Rapallo“». La Setti lo incalzava, ma lui imperterrito: «Di verità ce n’è una. Forza Italia si è spaccata: da una parte Piccardo, candidato ufficiale, dall’altra Roncagliolo, consigliere provinciale azzurro, e chi lo ha seguito, a partire dal consigliere regionale, sempre azzurro, Macchiavello. L’Udc, invece, è stata coerente e fedele alla coalizione». Adolfo non risparmiava nulla: «Noi abbiamo tenuto fede al patto con gli alleati, negando il simbolo a Roncagliolo e dandolo a Piccardo, insieme ad An e al resto di Forza Italia».
A questo punto, la Setti sfoderò il carico da novanta e chiese: «Però nell’Udc qualcuno ha tradito». Ma Adolfo, niente: «Fabio Broglia e i suoi sono stati sconfessati da noi nel momento in cui abbiamo deciso di appoggiare Piccardo». La Setti impietosa: «Fabio Broglia il battitore libero». E Adolfo: «La differenza con Forza Italia sta nel fatto che Broglia non è in lista, mentre Roncagliolo e Macchiavello sì. Facciamo che noi nei confronti di Broglia prenderemo gli stessi provvedimenti statutari che Forza Italia prenderà verso i suoi. Voglio proprio vedere».
Ecco, così diceva Adolfo.
Per la cronaca, oggi: Fabio Broglia è tuttora consigliere regionale dell’Udc, rieletto grazie al suo grande patrimonio di preferenze, di cui gli va dato atto. Roncagliolo è consigliere provinciale dell’Udc e a Rapallo sostiene Capurro, non sconfessato da Adolfo. Macchiavello è consigliere regionale della lista Biasotti.
Ognuno può giudicare, a posteriori, le parole di Adolfo.
Ecco, proprio perchè pensiamo che l’Udc sia una cosa seria e che vada preservata la sua presenza fra gli inquilini della Casa della libertà, ci piacerebbe però che non ci fossero inquilini morosi. E, forse, anche senza mettere i piedi nei piatti altrui, è il caso di auspicare un’Udc di lealisti del centrodestra.
Forse è il caso di pensare a un’Udc con altri vertici. Avrebbe potuto essere il sindaco di Recco Gianluca Buccilli, che però si è un po’ giocato la sua dotazione nell’ultimo anno, proprio litigando con l’Udc, ed è uscito dal partito; potrebbe forse essere l’ex consigliere del Carlo Felice Sergio Cattozzo, che non ha mai abdicato al lealismo del Polo. Potrebbero essere altri.
Ma sarebbe bello pensare a una Casa dove gli inquilini litigiosi delle assemblee di condominio sono arginati dagli amministratori. Non giustificati o premiati.