Casa, Veltroni batte cassa a Palazzo Chigi

Stefania Scarpa

Sull’emergenza casa Veltroni chiama in causa il governo. Nel saluto durante la manifestazione indetta dall’Anci in piazza del Campidoglio sull’emergenza abitativa, il sindaco ha approfittato per chiedere a Palazzo Chigi maggiori fondi per il buono casa, per l’edilizia residenziale pubblica ed un intervento straordinario sul tema degli sfratti che «è una grande questione nazionale». «Ho l’impressione - ha concluso Veltroni - che non ci sia sufficiente cura e attenzione da parte dell’autorità responsabile in materia».
Veltroni bussa a quattrini ma viene bussato dal centrodestra, che critica pesantemente il suo intervento. Il primo è il senatore di An Giovanni Collino, responsabile enti locali del partito: «Il sindaco di Roma Walter Veltroni in tema di politiche della casa agita lo spettro dell’emergenza, chiamando in causa il Governo che, a suo dire, non avrebbe fatto abbastanza. Ma dov’erano le ultime giunte capitoline? Cosa ha fatto la sinistra per la tensione abitativa a Roma in quasi dieci anni di governo della città?». Sembra proprio una domanda retorica.
Roberto Lovari, capogruppo azzurro in consiglio comunale, toglie a Veltroni la patente per parlare: «Ancora una volta il sindaco Veltroni si dimostra solo capace di chiedere al governo nazionale, ma per chiedere bisogna avere le carte in regola. La tragica situazione abitativa di Roma è frutto di dieci anni di mala amministrazione del centrosinistra che non ha trovato altra soluzione che quella di appellarsi a chi governa. Il sindaco continua a criticare il governo in carica che, pure, ha già dato contributi e proroghe, invece lui e la maggioranza dovrebbero ritornare in Aula con delle proposte concrete e rapide e non con inutili, risibili e demagogiche enunciazioni quale quelle di dichiarare Roma “Città libera dagli sfratti”. Questa maggioranza è incapace di offrire risposte vere e concrete al problema dei problemi di Roma: avere case a meno prezzo. Al contrario è stata solo in grado di difendere una delibera senza capo né coda e ha saputo solo respingere una proposta di Forza Italia apparentemente semplice, ma di grande concretezza quale quella di frazionare gli appartamenti grandi per consentire ai genitori soli di darne parte ai loro figli o di immettere nel mercato immobili a basso costo».
Di sicuro la situazione romana è probabilmente la peggiore d’Italia. «Anche peggio, se possibile, di quella napoletana», piange il delegato del sindaco di Roma per l’emergenza abitativa Nicola Galloro. Che sciorina cifre da incubo: «Duemilatrecento famiglie a basso reddito che già hanno subito lo sfratto e stentano a riorganizzarsi; 5mila i nuclei familiari sotto sfratto, che beneficiano della proroga estiva prevista dal governo e 7mila ulteriori quelli che hanno già incassato una sentenza di sfratto ma sono in attesa di esecuzione. In tutto fanno 14.300 famiglie le cui sorti sono appese ad un filo».