Casa Verdi ricorda il Fondatore

I cantanti della Scala offrono un concerto

Valeria Pedemonte

Il giorno di San Giuseppe, come ogni anno, nella Casa di riposo per Musicisti si festeggia l'onomastico del Fondatore: Giuseppe Verdi e, come ogni anno il tradizionale Concerto Verdiano è offerto dalla Scala con i «Solisti dell'Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici», questa volta con la partecipazione del basso Giorgio Surian. Il concerto può contare anche sul nome di Vincent Scalera che, al pianoforte, ha accompagnato in concerto i grandi della lirica, Montserrat Caballé e José Carreras compresi.
I giovani, guidati dal Maestro Scalera daranno vita a note arie scritte da Verdi, senza esitare davanti a quelle più difficoltose, anche se meno celebrate, come «Non so le tetre immagini» dal Corsaro: lo stesso brano che, a suo tempo, decretò l'entrata in carriera di Katia Ricciarelli.
Per San Giuseppe, a Casa Verdi, quest'aria la canterà Sabrina Amé: c'è da augurarsi che le porti la stessa fortuna. I cantanti dell'Accademia provengono da ogni parte del mondo e renderanno omaggio a Verdi. Il basso Giorgio Surian, a Milano per l'imminente Lucia di Lammermoor come Raimondo alla Scala, interpreterà arie tratte da Ernani e Attila.
Giuseppe Verdi che definiva la "Casa di Riposo per Musicisti", la sua "opera più bella", iniziò le trattative per l'acquisto del terreno ove far sorgere l'edificio nel 1889, benché i lavori non venissero iniziati che circa dieci anni dopo. L'architetto sarebbe stato il fratello di Arrigo Boito, sul cui libretto, in quel periodo, Verdi aveva musicato Otello: Camillo Boito.
Quando Verdi ideò la Casa di riposo, i musicisti più avventati, impossibilitati a lavorare a causa dell'età e non godendo di alcuna pensione, accolsero l'istituzione come un miracolo. Attualmente qui vengono ospitati coloro che hanno avuto direttamente a che fare con la musica; non sono più poveri, ma soli sì. In certo qual modo, gli ospiti, possono restare nel loro ambiente, far musica e per chi lo può fare, dare lezioni. C'è chi conduce ancora una normale vita, frequentando teatri o andando a trovare amici. Una delle ospiti più attive è l'ottantenne, ma indomita, Luisa Mandelli, la storica Annina della "Traviata" con la regia di Luchino Visconti e con Maria Callas come Violetta. Felice di vivere, la Mandelli, oltre che frequentare i teatri milanesi, chiede i permessi per andare ad ascoltare l'opera nei Festival musicali italiani. L'ex soprano è una vera enciclopedia dell'opera, ha una parola di speranza per tutti e, nelle sue possibilità, sa offrire con garbo aiuto e consigli a chi si appresta ad affrontare la carriera nel mondo dell'opera.