Casa

Non usano giri di parole per definire una delle emergenze capitoline: 50 mila nuclei familiari in disagio abitativo e 270 mila alloggi sfitti. Il Coordinamento Unitario della Proprietà Immobiliare - che riunisce le organizzazioni dei piccoli proprietari Arpe, Federproprietà, Asppi, Confappi e Uppi - nel corso del confronto con i rappresentanti istituzionali sul piano-casa governativo, da approvare, e sulle ricadute regionali, prende di petto la difficoltà alloggiativa, estraendo dal cilindro qualche soluzione. «È necessario garantire agevolazioni fiscali ai proprietari degli immobili che scelgono di dare l’appartamento in affitto - sottolinea Massimo Anderson, vice-presidente Arpe -. In primo luogo, introducendo la cedolare secca che significa applicare al reddito da locazione una tassazione separata pari al 20 per cento». I piccoli proprietari accendono poi i riflettori sull’housing sociale, ritenendo superato il vecchio schema di Ater e Iacp: «Realtà, soprattutto a Roma, risultate fatiscenti in quanto a manutenzione e funzionalità e non del tutto trasparenti, visto che quasi il 50 per cento degli inquilini è moroso - prosegue Anderson -. Serve il sistema del riscatto a lungo termine. Chi è chiamato a riscattare un immobile lo curerà meglio e sarà puntuale nei pagamenti perché sa che alla fine delle rate diventerà proprietario». Quanto alle aree per gli alloggi a canone sociale e agevolato, il Campidoglio si starebbe muovendo con la promessa di Alemanno di mettere a disposizione nel minor tempo possibile migliaia di abitazioni.
Capitolo sicurezza. Per evitare un’altra tragedia come quella abruzzese, il Coordinamento della Proprietà Immobiliare punta le sue carte sul fascicolo di fabbricato «da imporre ai proprietari, a spese delle amministrazioni comunali».
Altro tasto su cui spingere è la sburocratizzazione delle concessioni edilizie per cui a Roma si aspettano anche 10 anni. A rappresentare la controparte istituzionale è intervenuto il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che sottolinea: «Il piano casa del governo è rinviato solo di qualche settimana».