Dopo Casal Bertone la sinistra radicale punta allo scontro

Resta alta la tensione nella Capitale dopo gli scontri di mercoledì notte a Casal Bertone. Sull’aggressione subìta dai militanti della Fiamma Tricolore da parte di circa un centinaio di estremisti dei centri sociali (questa la ricostruzione del prefetto Serra) si continua a discutere. Esponenti di ogni parte politica chiedono di interrompere la spirale della violenza, ma proseguono poi, di fatto, le dichiarazioni aggressive. Inoltre, come se non bastasse, ieri due nuovi episodi, il deturpamento della lapide alla resistenza a Porta San Paolo e gli atti di vandalismo contro la sezione Ds della Storta, rischiano di creare nuove tensioni.
Ma andiamo con ordine. Casal Bertone innanzitutto. I dirigenti della Fiamma Tricolore in una conferenza stampa nella mattinata di ieri hanno chiesto di poter incontrare il sindaco Veltroni. «Abbiamo il diritto di fare politica - le parole del segretario Luca Romagnoli -. Per questo oltre Veltroni vogliamo incontrare anche il prefetto e il questore. Se qualche nostro rappresentante ha un comportamento aggressivo sarò io il primo a intervenire. Sui fatti di Casal Bertone presenterò un’interrogazione al ministro dell’Interno Giuliano Amato».
Se la Fiamma parla di «aggressione premeditata» da parte dei giovani dell’ultrasinistra, sullo svolgimento dei fatti continua ad avere dubbi la componente più radicale che sostiene Veltroni. «In città ci sono gruppi neofascisti strutturati e organizzati anche militarmente che attraverso assalti squadristi, pestaggi e accoltellamenti, stanno volutamente cercando di portare lo scontro politico dentro una spirale di odio e violenza. Non siamo di fronte a scontri tra bande di opposti estremismi. È chiaro a tutti chi sono gli aggressori e gli aggrediti». A parlare, con una nota congiunta che certo non contribuisce a rasserenare gli animi, i segretari cittadini Fabio Nobile (Pdci), Massimiliano Smeriglio (Prc), Riccardo Mastrorillo (Verdi) e Massimo Cervellini (coordinatore Sd). I quattro, oltre a smentire la ricostruzione del prefetto Serra («a Casal Bertone sono stati esponenti della Fiamma ad aggredire le famiglie di immigrati in emergenza abitativa») hanno chiesto di impedire l’attività politica al partito di destra: «Alle istituzioni preposte ribadiamo la richiesta di intervenire per chiudere le sedi dei gruppi di estrema destra, a partire dal Circolo futurista dal quale è partito il raid di Casal Bertone».
Capitolo Porta San Paolo. Nella notte di giovedì è stata deturpata a Piramide la lapide che ricorda l’inizio della resistenza a Roma. «Un atto vandalico - ha commentato Veltroni - che ferisce la memoria collettiva della città». Le squadre del decoro urbano, intanto, hanno già provveduto alla pulizia della targa. Anche questa volta, però, la condanna dell’episodio si è accompagnata alla bassa polemica politica. «L’estrema destra romana - le parole del presidente della Regione Piero Marrazzo - si sta rendendo protagonista di un’escalation di violenza che va osservata con grande attenzione». Condanna l’episodio anche il coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Giro: «Atto gravissimo e offensivo». Per il consigliere comunale del gruppo Misto Fabio Sabbatani Schiuma, invece, «si sta esasperando un clima. Basta con lo sciacallaggio e basta con quei politici che improvvisandosi investigatori identificano gli autori di azioni vandaliche e ne certificano la provenienza politica». Lunedì sarà deposta una corona alla lapide dai capigruppo provinciali di centrosinistra.