Casalesi, cinque arresti a Modena 

Ritenuti vicini ai boss del clan dei casalesi
Raffaele Diana e Francesco Schiavone, soprannominato "Sandokan", cinque detenuti sono stati raggiunti, all'alba, da un'ordinanza di custodia cautelare 

Modena - Inferto un nuovo colpo alla camorra. Sono accusati di corruzione e associazione di stampo camorristico, oltre che di altri reati, i cinque detenuti raggiunti all’alba dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bologna. Ritenuti vicini ai boss del clan dei casalesi Raffaele Diana detto "Rafilotto", e Francesco Schiavone soprannominato "Sandokan", secondo gli inquirenti coordinati dalla pm Lucia Musti della Direzione distrettuale antimafia di Bologna sarebbero coinvolti nella gestione di bische e circoli privati nel Modenese. Si tratta di Pasquale Ciocia, di 47 anni; Vincenzo Noviello, 41, e suo fratello Antonio Noviello, 33; Nicola Nappa, 42, e Antonio Pagano, 41.

Il 9 marzo la prima operazione Il provvedimento fa seguito alla prima tranche della "Operazione Medusa" della squadra Mobile della polizia di Modena. Il 9 marzo scorso aveva portato all’arresto di tre presunti collaboratori del clan dei casalesi e di due guardie carcerarie, in servizio nel carcere Sant’Anna di Modena, che avrebbero consentito il passaggio di informazioni proibite agli esponenti del gruppo camorristico già in prigione. Tutti e cinque gli affiliati del clan raggiunti oggi dal provvedimento di custodia cautelare erano infatti già detenuti a Modena per altri reati; dopo gli arresti del 9 marzo erano stati distribuiti in altre strutture carcerarie italiane.

Due circoli privati sequestrati Oggi il gip di Bologna ha anche rinnovato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per le cinque persone fermate il 9 marzo. Inoltre, il giudice ha deciso il sequestro preventivo dei due circoli privati di Carpi e Castelfranco, ritenuti base delle attività illecite del gruppo, che già erano stati sequestrati penalmente il giorno dei cinque fermi del mese scorso. I gestori dei due circoli sono attualmente indagati: l’inchiesta in corso avrebbe fatto emergere come l’attività dei due locali e del gioco d’azzardo sarebbe considerata dal sodalizio una "merce di scambio" per altri favori in seno all’associazione.

Già in carcere per svariati reati I cinque affiliati arrestati si trovano in carcere per svariati reati. I fratelli Noviello per la gambizzazione di un imprenditore edile di Castelfranco Emilia, avvenuta nel maggio del 2007; Ciocia, soprannominato "Brufolone" o "Ompiriciato", per estorsione, ricettazione, furto e associazione mafiosa; Nappa, detto "Nik Nak" e ritenuto uomo di fiducia per Modena del boss Raffaele Diana, per porto d’arma ed estorsione; Pagano, detto "Pettulone", per detenzione e porto di armi in luogo pubblico.