La casalinga indaffarata? Strappo alla regola per shopping e commissioni

Per lei è perfetta: inutile tenere un’auto in garage quando la si usa poche volte alla settimana. Non a caso la tipologia più frequente del cliente privato di car sharing è un uomo che si sposta per lavoro in città, oppure una donna che raggiunge la città per un fitto percorso di commissioni.
Una tantum, o comunque ogni tanto. Ipotizzando, questa volta, un utente che provenga dal Nord Milano, il vantaggio dei parcheggi di scambio è evidente: rispetto alla zona Sud di Milano i punti dove prendere l’auto sono in corrispondenza anche della stazione delle ferrovie dello Stato e lungo la linea rossa, sulla dorsale di Viale Monza. Una persona che raggiunga in treno il parcheggio di car sharing delle ferrovie spenderà 1,65 a tratta di treno (entro i 20 km), poi fra una sosta shopping in Buenos Aires, una visita medica in zona Cadorna e un altro giro in centro, i chilometri sono circa 24, andata e ritorno.
Ipotizziamo 5-6 ore per effettuare il giro ed il totale è di poco meno di 15 euro. Con la propria auto, invece, benzina, parcheggio e mezzi pubblici sono variabili che alzano sicuramente il prezzo. Chi non si fidi, secondo il vecchio adagio, di una donna al volante, non deve temere: i contratti di car sharing includono Rca, polizza infortuni conducente, incendio, furto e Kasko. In caso di incidente si procede con la costatazione amichevole. Naturalmente a carico dell’abbonato restano i danni all’autoveicolo e a terzi imputabili al guidatore, ma la franchigia massima a carico dell’utente è di 250 euro. Rispetto ad alcune assicurazioni di auto di proprietà però ci sono dei servizi «inclusi»: per esempio la foratura delle gomme (quando incidentale) è sempre coperta. Si pagano invece 25 euro, più la pulitura del motore, in caso di rifornimento con il carburante sbagliato.