Casalinga rapita e violentata per sette ore da tre stranieri

Gli aggressori forse romeni: la vittima, seminuda, è stata poi lasciata in autostrada

da Latina

Rapita e stuprata per tutta la notte. Un calvario durato oltre sette ore e terminato solo quando è stata ritrovata sul ciglio dell'autostrada del Sole, in zona Castrocielo (Frosinone).
Adriana T., una casalinga di 33 anni, di Castelvolturno, in provincia di Caserta, era in totale stato di choc quando è stata notata da una pattuglia della polizia stradale di Cassino, nella piazzola di sosta d'emergenza dell'A1, in direzione nord, intorno alle 4 di lunedì mattina. A loro per primi, nonostante l'evidente stato confusionale, ha confessato la tragica avventura.
Un racconto a tratti ancora lacunoso quello fornito dalla donna, ma agghiacciante per la brutalità. La 33enne ha sostenuto di essere stata avvicinata, domenica sera, sulla Domiziana, nel centro abitato di Castelvolturno, dove risiede, mentre era in attesa di una sua amica. Ad avvicinarla una vettura station wagon con a bordo tre uomini, probabilmente romeni, i quali l'hanno costretta a salire sull'auto, sotto la minaccia di una pistola e di un coltello puntati alla gola. La donna è stata così sequestrata e condotta sulla spiaggia di una vicina località balneare, dove il branco l'ha costretta a denudarsi per poi sottoporla a ripetute violenze di gruppo. «Dopo ore di violenza sulla spiaggia - ha riferito la vittima agli agenti della Stradale - mi hanno di nuovo portata in auto e durante il viaggio continuavano a violentarmi. Poi, dopo sette ore di calvario, mi hanno gettata sull’autostrada tra Frosinone e Cassino». La vittima, una volta caricata di nuovo sull’auto, avrebbe subito ancora violenze per tutto il tragitto fino a quando non è stata abbandonata nel territorio del Frusinate.
Una notte d'inferno iniziata poco dopo le 21.30 quando la donna è stata fermata dalla vettura e costretta a partecipare allo squallido festino. In fase di ricostruzione la dinamica degli spostamenti, non essendo la vittima riuscita a fornire particolari precisi, mutando, sembrerebbe, alcuni particolari della storia in un secondo momento. Nessuno ha denunciato la sua scomparsa: la donna napoletana, separata, mamma di due bambini e senza lavoro, evidentemente non aveva nessuno che l’aspettasse a casa. Ora si trova ricoverata presso il reparto di neuropsichiatria dell'ospedale civile di Pontecorvo, dove il suo stato di salute è sorvegliato costantemente dai medici. Gli esami avrebbero accertato la violenza subita.
Nessuna traccia, invece, dei tre balordi. Pochi e vaghi gli indizi sulla loro identità. La donna infatti non ha saputo dare indicazioni precise sul modello dell'auto, tantomeno sull’aspetto fisico degli uomini che hanno abusato di lei, di cui a malapena è stata in grado di specificare che non erano italiani. Parlavano con un accento dell’est.