Casalinghi esentasse, evasi 36 milioni di euro

Una frode fiscale da trentasei milioni di euro, nel settore del commercio di casalinghi, è stata scoperta dagli uomini della Guardia di Finanza che, ieri, hanno denunciato ben dieci persone, tra le quali un commercialista, un romano di quarantadue anni. Le fiamme gialle hanno in pratica scoperto un giro di compravendita al «nero» di articoli del settore che, in breve, aveva provocato un vero e proprio mercato sleale nella concorrenza tra attività commerciali. La merce «esentasse» veniva spesso venduta a prezzi sottocosto, proprio perché il gestore non pagava le imposte dovute. L’operazione è scattata dopo circa sei mesi di indagini portate avanti dal nucleo giudiziario del Comando provinciale capitolino. L’inchiesta partita da un inusuale riscontro. Ossia che nella Capitale diverse società operanti nel campo della vendita di casalinghi, avevano come amministratore la stessa persona, un uomo di 80 anni, risultato in seguito estraneo alla vicenda. In pratica, è emerso che molte società erano completamente sconosciute al fisco; che nessuna conservava le scritture contabili obbligatorie e che tutte erano nei fatti amministrate da un commercialista. È stato così accertato un notevole flusso di denaro contante che proveniva da acquisti e vendite in «nero» di casalinghi sull’intero territorio nazionale. Le imprese, inoltre, esercitavano anche forme di concorrenza sleale, come la vendita sottocosto dei prodotti, provocando effetti sul mercato e danni agli altri commercianti ed imprenditori del settore. Durante le indagini i finanzieri hanno eseguito tre verifiche fiscali, con il recupero a tassazione di oltre trenta milioni di euro per le imposte dei redditi e di sei milioni di euro per l’Iva, denunciando dieci persone per frode fiscale.