Il «Casanova» di Hallström in una Venezia da cartolina

Fra censure e/o fraintendimenti il cinema continua a rimanere debitore nei confronti di Casanova. L’uscita nelle sale del film di Lasse Hallström, già presentato fuori concorso all’ultima mostra di Venezia, non fa eccezione e, sotto il profilo della memoria storica e della possibilità di sfruttare pienamente la vita e l’opera di chi fu una sorta di filosofo in azione, è l’ennesima occasione perduta. Non che si tratti di un film noioso, né che nell’insieme sia un brutto film: al contrario Casanova è ricco di scene e di costumi, è ironico, pieno d’azione, con un cast di prim’ordine (Sienna Miller nel ruolo di Francesca Bruni, la donna di cui il veneziano si innamora perdutamente, la sempre bella Lena Olin nel ruolo della madre, Jeremy Irons nel cameo di un inquisitore tanto severo quanto balordo... ), girato per di più avendo proprio Venezia come cornice reale. Solo che qui la città resta lo stereotipo caro ai turisti stranieri dell’Harry’s bar, il Settecento che le fa da sfondo è pura cartapesta intellettuale, il ritratto di Casanova che ne emerge è quello di un cowboy innamorato... Ironia della sorte, l’attore che lo interpreta, Heath Ledger, è lo stesso che nei Segreti di Brokeback mountains ha una storia omosessuale con un altro mandriano.

CASANOVA di Lasse Hallström (Usa 2005) con Heath Ledger, Sienna Miller, Lena Olin. 108 minuti