Casarini condannato per i tumulti a Tebio

Luca Casarini, leader dei Disobbedienti, imputato eccellente nel processo sugli incidenti avvenuti nel maggio 2000, al termine della manifestazione di protesta contro la mostra sulle Biotecnologie, denominata Tebio, è stato condannato a 10 mesi di reclusione per resistenza, e al pagamento delle spese processuali. Il verdetto è stato emesso alle 13,30 di ieri dalla corte d’appello, presieduta da Massimo Cappello, con riforma parziale della sentenza del tribunale, presieduto da Andrea Beconi, che il 15 maggio 2003 assolveva il capo induscusso delle Tute bianche dall’accusa di resistenza e concorso morale nelle lesioni subite da agenti (due poliziotte, di cui una bastonata selvaggiamente e una ferita da un petardo, costituitesi parte civile con l’assistenza dell’avvocato Marco Redivo, che ieri ha richiesto la condanna degli imputati). Così disattendendo la richieste del pubblico ministero Biagio Mazzeo che erano state di due anni e quattro mesi di reclusione per Casarini e di un anno e 8 mesi per il coimputato Giovanni Lunghi, milanese, agricoltore, frequentatore del centro sociale Leoncavallo, accusato di resistenza e lesioni , per aver picchiato l’agente Carmela A, e anche lui assolto in tribunale. La corte ha confermato l’assoluzione per Lunghi, condannando Casarini, solo per resistenza. La severa condanna è una grossa rivincita per il questore Salvatore Presenti, che a Venezia aveva chiesto per Casarini, ma senza successo, la sorveglianza speciale.