Una cascata di sabbia alla Città dei bambini

Marzia Fossati

Giovanna ha 12 anni e un maglioncino blu. Apre il suo ombrellino della Pantera rosa e si ripara da una pioggia di sabbia colorata che scorre incessantemente sullo schermo di fronte a lei. Se apparentemente questa frase non ha un senso logico, è solo perchè descrivere a parole la nuova installazione digitale interattiva inaugurata ieri alla Città dei bambini del Porto antico di Genova è impresa assai ardua, forse impossibile. E questo perchè per quanto riguarda la «Cascata di sabbia», appunto, è molto più facile provarla che parlarne, proprio come ha fatto Giovanna, la prima bambina a provare questa sintesi di tecnologia e scienza, in cui, come in una sorta di realtà virtuale, il visitatore può interagire, attraverso l’ombra del proprio corpo, con la rappresentazione digitale di una cascata di sabbia colorata. La tecnologia utilizzata per questa nuova installazione è avanzatissima e di alta avanguardia, se pensiamo che si tratta della prima struttura di questo tipo presente in Italia. Infatti all’estero ne esistono solo altre tre, una delle quali si trova addirittura al prestigioso Sony Wonder Tecnology Lab di New York. Del resto la Città dei bambini, a discapito di un nome così semplicistico, è in realtà un polo ludico didattico di alto livello tecnologico, composto da varie aree di gioco estremamente curiose e interessanti. Uno per tutti, il gigantesco formicaio in vitro, esatta fotocopia di uno reale, dove una sterminata colonia di vere formiche giganti brulica spostandosi incessantemente dalla zona ristorante a quella letto, fino al cimitero.
La «Cascata di sabbia» quindi, è solo l’ultima nata tra le molteplici installazioni di questa «città» che negli anni continua a evolversi e rinnovarsi. Solo l’anno scorso i nuovi giochi aggiunti ai preesistenti sono stati dodici, per non correre il rischio di annoiare i suoi giovani visitatori che si aggirano intorno alle 110.000 presenze annue, di cui una cospicua fetta composta da habituè che tornano e ritornano ancora.