Cascina Gobba, con un blitz gli islamici aprono una moschea

Cosa si può fare, cosa deve accadere perché i commercianti milanesi - ultimo esempio quelli di via Sarpi - si rendano conto che a loro conviene la pedonalizzazione delle strade dove si affacciano le loro vetrine? È incredibile ma dopo più di vent'anni di ripetute esperienze di questo tipo non se ne fanno una ragione e partono le proteste ogni volta che la cosa li riguarda direttamente, senza preoccuparsi di verificare come sia andata ai colleghi «colpiti» dalla pedonalizzazione prima di loro. Incomprensibile questa difficoltà nel riconoscere una palmare evidenza: i clienti comprano di più e più facilmente se possono passeggiare con tranquillità davanti alle vetrine; che una strada può contenere più potenziali acquirenti a piedi che in automobile; che comunque una via, come ad esempio la Paolo Sarpi, dispone di un numero limitato di parcheggi, compresi quelli in seconda fila sui cui molti sembrano fare affidamento; che se non si teme l'arrivo dell'ausiliare della sosta si indugia di più nel negozio... potremmo continuare, elencando chissà quanti ovvi argomenti. A Milano tutto cominciò negli Anni '80 in corso Vittorio Emanuele: la giunta Pillitteri si trovò a fare i conti con la protesta durissima dei commercianti di quella strada convinti di chiudere bottega entro pochi mesi. È andata come tutti sappiamo: i loro negozi sono diventati tanto appetibili da essere contesi a suon di milioni (di euro) dalle principali griffe di tutto il mondo, che ci guadagnano tanto da permettersi la ristrutturazione degli interni quasi ogni anno. Altro che fallimento! Bene, quell'esperienza è servita a nulla: da allora per ogni pedonalizzazione si è dovuto ricominciare daccapo: proteste, manifestazioni, tentativi di convincimento: da via Dante (fatta) a via Montenapoleone (non ancora fatta a causa, appunto, delle proteste). Viene il dubbio che in realtà il singolo commerciante nulla sappia e comunque nulla gli interessi delle esperienze già vissute dai suoi colleghi, che riesca a vedere solo quello che succede nel tratto di marciapiede davanti alla sua vetrina e che tema che qualsiasi cambiamento su quei pochi metri quadrati lo danneggi.