Cascina Monluè apre a Eugenio Bennato

Luca Testoni

Mentre il fratello, l'irrequieto Edoardo, ha dato di recente vita a una delle sue innumerevoli «reincarnazioni», flirtando con il blues e duettando con Alex Britti, Eugenio Bennato non viene meno alla sua fama di ricercatore nel solco del folk e della tradizione musicale mediterranea.
Il musicista napoletano, 59 anni, già tra i fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare (correva l'anno 1969...) e dei Musicanova (nel 1978), sarà questa sera (ore 22, ingresso 5 euro) l'ospite di punta della quarta edizione del Sud Sud Festival, la rassegna organizzata da Arci Metromondo e in programma (fino a domenica) alla Cascina Monluè.
L'occasione è rappresentata dalla presentazione di Sponda sud, l'ultimo capitolo discografico dell'avventura targata Taranta Power, il progetto creato sul finire degli anni Novanta per rileggere con occhio contemporaneo la tarantella della sua Napoli, restituendo al ritmo rituale l'originale vitalità e allargando il suo raggio d'azione a tutto il sud.
«Da artista italiano - ha dichiarato tempo fa - mi è sembrato doveroso riportare in primo piano le musiche del nostro Mezzogiorno, mettendole in relazione con lo sfaccettato patrimonio sonoro prodotto dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: sia quelli della sponda europea, sia quelli della sponda araba».
Ad accompagnare Bennato alla Cascina Monluè ci saranno, fra gli altri, la cantante mozambicana Zaina Chabane e i virtuosi della chitarra Roberto Menonna e Martino De Cesare; il suonatore di darabouka algerino Samir Toukour e Mohammed Ezzaime el Alaoui, maestro di oud della tradizione del Marocco.
«È difficile parlare di un lavoro che mi impegna al presente nel percorso indefinibile e irrazionale dell'invenzione di una melodia o un verso, ma per spiegare Sponda sud posso dire che rappresenta un allargamento dell'orizzonte mediterraneo a più lontane latitudini», precisa Bennato.