Lo Cascio, da cacciatore a preda

Porta in dote il «certificato» di Biglietto d’oro per il 2008 lo spettacolo La caccia che Luigi Lo Cascio metterà in scena il prossimo 10 febbraio sul palcoscenico del teatro Valle. L’allestimento, del quale Lo Cascio firma anche il testo e la regia, ha debuttato un anno fa. E ha mietuto consensi in tutta Italia. Adesso è la volta della ribalta capitolina per questa rielaborazione affatto originale delle Baccanti di Euripide.
Prendendo spunto da uno dei più controversi e difficili testi della tragedia greca, Lo Cascio costruisce un monologo multimediale capace di esplorare con un segno nuovo e originale il dialogo in scena di diversi linguaggi artistici: dal video all’animazione, dal teatro di parola a quello di figura, mettendo in gioco il corpo e la voce, le visioni con i suoni, per raccontare l’ultima terribile notte di Penteo, il tiranno di Tebe che ha osato sfidare Dioniso e che il nume ha condannato trasformandolo da cacciatore a preda. Da illuminato tiranno a vittima dell’ebbrezza più cieca.
«Nelle Baccanti - spiega l’attore dei Cento passi - Euripide mette in scena lo scontro micidiale tra un uomo e un dio, che lamenta il fatto di non essere stato riconosciuto e venerato proprio nella sua città natale. Il conflitto coinvolge tutta la comunità e il corpo sociale ne rimane sconvolto». Nella punizione immaginata da Euripide, il dio supera i miti eccedendo nella violenza. «In che cosa consiste questo eccesso? La caccia è lo svolgimento di questo interrogativo ».
Giocando con i video, con i toni, con le figure mitologiche intorno a lui, Lo Cascio-Penteo vive una notte di tormenti e di rivelazioni che lo conducono inesorabilmente ad affrontare il dio in un corpo a corpo definitivo. Da cacciatore, Penteo sarà ridotto a preda. E in questa nuova condizione, transitando dalla regalità iniziale all’inedito ruolo di vittima, andrà incontro ad un terribile destino di frammentazione.
Dal 10 all 22 febbraio al teatro Valle. Info: 06.68803794