Case ai nomadi: Palazzo Marino fa ricorso

Case ai rom, atto secondo. Prima il tribunale accoglie il ricorso di una decina di nomadi di Triboniano (per i giudici dovranno avere una casa popolare e sono stati esclusi «per motivi etnici») e ora Palazzo Marino ricorre in appello. Ieri la giunta milanese ha deliberato di fare ricorso al tribunale in composizione collegiale contro la sentenza del 20 dicembre sulle case da assegnare ai rom.
«Ci sembra assurdo che il Comune sia obbligato a concedere alloggi di edilizia pubblica ai rom e non possa invece scegliere, come ha deciso il consiglio comunale, di offrire loro le abitazioni dei privati» così il vice sindaco Riccardo De Corato motiva la decisione della giunta. Precisando che «non c’è alcuna delibera comunale che preveda che le case popolari vadano ai rom e le intese fra Prefetto, Comune e Casa della carità non avevano carattere vincolante (non c’erano, a supportarle, atti deliberativi di giunta o del consiglio). De Corato ricorda che «a fine settembre ci sono invece state ben due mozioni depositate agli atti in Consiglio comunale, una della maggioranza e una dell’opposizione (che pur proponeva soluzioni diverse). Entrambe però dicevano di non dare case pubbliche ai rom. Ne è seguito un incontro in Prefettura alla presenza del ministro Maroni, del sindaco, dei rappresentanti di Regione e Provincia che ha ratificato questa volontà trasversale. È vero che nel piano nomadi approvato dalla Prefettura e finanziato con 13 milioni dal ministro dell’Interno si prevedono percorsi di accompagnamento all’ autonomia abitativa. Ma nulla vieta di rivolgerci al privato. Il carattere discriminatorio cui fa riferimento la sentenza è smentito nei fatti, visto che il Comune sta continuando ad attuare il progetto elaborato».
Il vice sindaco ha aggiunto che «c’è poi una delibera di giunta regionale che esclude 25 abitazioni Aler dalla disciplina Erp per situazioni di fragilità sociale, ma non si parla di nomadi. E non compete al Comune assegnare alloggi di proprietà Aler esclusi dalla disciplina Erp di cui non ha la disponibilità essendo in locazione ad associazioni».